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5 bike sharing che si fanno smart, da Milano a Lisbona passando per New York

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Smart. Cioè intelligenti. Non solo connessi, non solo interattivi. Più sicuri, più equi dal punto di vista delle tariffe, che offrono servizi aggiuntivi al medesimo prezzo. I servizi di bike sharing stanno compiendo enormi balzi in avanti dal punto di vista tecnologico, ma non solo: e tra le città in cui si possono trovare e provare i mezzi in condivisione in versione smart c’è anche la nostra Milano.

A MILANO – In questi giorni debutta ufficialmente, nella sua versione pubblica, Bitride, il servizio di bike sharing ibrido e free floating ideato da Zehus, la spinoff del Politecnico di Milano (nella foto in apertura, alcune bici davanti alla facoltà) che si occupa proprio di mobilità. Presto sul territorio meneghino saranno presenti 350 biciclette di ultimissima generazione a pedalata assistita ma dotate di un sistema così intelligente che permette di pagare per quanto si utilizza la batteria. In soldoni, più pedali, meno paghi. Questo non è l’unico vantaggio di Bitride: gli altri si possono scoprire scaricando gratuitamente la App del servizio.

A OSLO – Se guardiamo al Nord Europa, quello di Oslo viene da molti considerato il sistema di sharing più efficiente al mondo. Non per niente nel 2018, anno in cui è stato creato anche il nuovo accattivante logo del servizio, si sono già registrati 2,1 milioni di viaggi sulle biciclette blu che si possono comodamente trovare in tutti i quartieri della città. Registrarsi è facilissimo e l’App consente anche di creare una rete tra gli utenti. Si possono persino regalare “gift card” per pedalare gratis e le aziende fanno dei veri e propri abbonamenti per i loro dipendenti. Oslo è tra le top smart cities di tutto il mondo e un servizio così intelligente (e ben funzionante) è tra i motivi che hanno spinto l’amministrazione a dire stop alle auto nel centro città già dal 2019.

A COPENHAGEN – Più e più volte ci è capitato di citare la Danimarca come uno dei Paesi più all’avanguardia in materia di mobilità dolce. E in qualche modo le bici condivise della capitale, Copenhagen, sono lo specchio fedele di questa modernità. I mezzi del servizio Bycyklen sono dotati di un tablet che non solo restituisce all’utente le informazioni sulla pedalata e indica le stazioni libere dove è possibile parcheggiare, ma consentono anche di avere informazioni turistiche su alcuni punti di interesse della città. Una sorta di mini guida online, pratica e a portata di mano, anzi di manubrio, per girare la città della Sirenetta a pedali.

A NEW YORK – Citiamo la Grande Mela solo come esempio di quelle città in cui è attivo Jump, il servizio di bike sharing che è stato recentemente acquistato da Uber, che in qualche modo è tra i totem dei sistemi smart. Prima dei taxi volanti o delle auto che si guidano da sole, il colosso che ha rivoluzionato il mondo dei trasporti in auto ha deciso di puntare e scommettere sulle due ruote. A New York, come in altre sette città degli States, e da poco anche a Berlino, in Germania. Le bici sono integrate nell’App con cui si “chiama un taxi” e questo sta portando molti più utenti a pedalare piuttosto che spostarsi in auto. Vantaggi per tutti, anche per Uber: l’azienda ha capito che far utilizzare le due ruote ai propri utenti per gli spostamenti più brevi, consente di “liberare” gli autisti che possono concentrarsi sui servizi a lunga distanza.

A LISBONA – Si chiama Gira, è stato testato all’interno di un parco e poi esteso a tutta la città. E’ il servizio in condivisione attivo a Lisbona, in Portogallo. Siemens è il software partner scelto dall’azienda che ha deciso di puntare su mezzi a pedalata assistita, anche perché la capitale lusitana notoriamente presenta un’altimetria alquanto mossa. Tra le novità decisamente smart presentate da Gira, si segnala che le stazioni sono dotate di ripetitori wifi e diventano delle vere e proprie stazioni di riferimento sia per chi utilizza le biciclette ma anche per chi vuole solamente sfruttare la rete pubblica per navigare online.