A Bolzano, nella ciclofficina di Passamano, il negozio dove nulla ha un...

A Bolzano, nella ciclofficina di Passamano, il negozio dove nulla ha un prezzo

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Ate, rifugiato del Togo, nella Ciclofficina di via Rovigo

La riparazione e la manutenzione della bicicletta sono gratuite e garantite. Ma è grazie alle offerte che la Ciclofficina dell’associazione Passamano di Bolzano apre la serranda dal lunedì al sabato. Tutto nasce con un negozio in via Rovigo 22/C ereditato da Alessandro Borzaga che, a fine 2011, il 56enne trentino mette a disposizione del progetto Passamano, un “negozio del gratuito” sul modello austriaco e tedesco, dove i bolzanini hanno iniziato a donare oggetti e vestiti inutilizzati. Niente ha un prezzo. C’è chi lascia un vestito, una bici in cattivo stato e chi si porta a casa un libro e un paio di scarpe. E nel frattempo la scatola delle offerte si è riempita.

Passamano pensa in grande e nel 2014, grazie a un attivo di 7mila euro di offerte, affitta nella stessa via, al civico 38, un secondo locale per la Ciclofficina e altre attività come i laboratori di elettronica e sartoria. A Bolzano, incastinata tra le Alpi, il meccanico della Ciclofficina è Ate, un rifugiato del Togo pratico del mestiere e a suo agio tra morsetti e cambi. Arrivato nel comune altoatesino per un progetto di reinserimento sociale – simile a quello raccontato da BC a Brescia – Ate, come tutti i 25 volontari di Passamano, non riceve alcun compenso, ma trattiene la metà delle offerte raccolte grazie al suo lavoro quotidiano.

Il successo della Ciclofficina di Bolzano è nato dal passaparola tra stranieri e rifugiati. “Sono soprattutto loro – precisa Borzaga – che danno lavoro tutti i giorni dalle 10 alle 19 ad Ate e alla Ciclofficina”.“Mi piacerebbe avere un pubblico più ampio anche tra gli italiani – prosegue il coordinatore – ma questa è, in fin dei conti, la caratteristica della nostra officina e non è una cosa brutta di questi tempi”.

“Molto amata” dai bolzanini, Passamano ha ricevuto apprezzamenti anche dall’amministrazione nonostante non benefici di fondi pubblici. Sul capitolo costi, le offerte servono a far quadrare i conti per la luce e le spese condominiali, ma a rimpinguare le casse del progetto ci ha già pensato la Cassa di risparmio della Provincia di Bolzano con una donazione a fondo perduto di 2500 euro.

Rimbalzata sui media locali e nazionale anche grazie alla visibilità della sua pagina Facebook, l’esperienza di Passamano è replicabile in altre città d’Italia come Milano, dove Alessandro Borzaga sta dialogando con Cascina Cuccagna sull’ipotesi di dar vita a un Passamano sotto la Madonnina.