23 Aprile 2012

2° tappa di calloso avvicinamento

di: Davide Morando

Sono stato cazziato.
Elegantemente, cordialmente, ma ho ricevuto un cartellino giallo.

Uno dei redattori della rivista BC mi ha evidenziato “Che c’azzecca la Simca 1000, i link esterni e la nonna in mongolfiera? Qui si scrive di bici.”
Non credo ce l’avesse particolarmente con quell’obbrobrio su quattroruote e nemmeno con la mia parente nonagenaria, bensì ritengo fosse un simpatico modo per correggermi il tiro fin dalla puntata introduttiva, mettere una sorta di paletto per evitare che mi “distragga” con digressioni su altri argomenti ed instradarmi sulla retta via.

Non so mica se ne sono capace.

Una volta mi sono recato con la mia Fiat 500 al più grande raduno di questo modello: dopo aver passato tutto il tempo ascoltando discussioni su pistoni limati, spoiler spaziali e marmitte galattiche, non ce l’ho più fatta e me ne sono andato.

Anni dopo partecipai di nuovo ad un incontro di frikkettoni, proprietari come me della Citroen 2CV: stessa situazione, ma lì almeno il tabacco sembrava essere migliore…

Scrivo in maniera anarchica, spesso senza continuità tra un argomento e l’altro; non amo troppo quella che io chiamo la “logica delle sette”, con un unico totem da adorare, e quindi non so se riuscirò ad essere così rigoroso nel redigere i miei reportages.

Ci proverò, Cristian, ti prometto che ci proverò!

 

Dunque, la scorsa volta ho chiuso con la promessa di aggiornarvi dettagliatamente sulla preparazione al viaggio, mia e del mio fedele destriero, e quindi procediamo con ordine.

Io.

Sto prendendo maggior familiarità con il mezzo (considerate sempre che sono un “rookie” del pedale…), facendo sempre tesoro delle raccomandazioni dei miei amici più esperti.
La più gettonata è il callo al culo: mi dicono sia l’aspetto più importante da curare PRIMA per evitare problemi DOPO; fondamentale trovare la sella che ben si adatti a me, con il giusto mix tra comfort e praticità, su cui macinare centinaia chilometri senza patire troppi disagi.
Io l’ho trovata, una SMP su cui mi trovo molto bene (grazie, Bruno!)

Nella fase embrionale del progetto, avevo calcolato che un allenamento di circa 1000-1200 km totali sarebbe stato sufficiente per affrontare il viaggio; mi sono imposto, quindi, una media di 200-250 km a settimana nelle 5 settimane che avrebbero preceduto la partenza.

La scorsa settimana ne ho percorsi circa 200, anche se il maltempo sta mettendo a dura prova la mia voglia di trascorrere la pausa pranzo infradiciato ed intirizzito sulle statali della bassa Valsusa.

Durante la settimana lavorativa percorro 30-35 km a giorni alterni, ed una cinquantina nei due giorni del weekend.

Arrivato a metà del percorso di avvicinamento, sembra andare tutto per il verso giusto: le natiche rispondono bene (forse aiutato anche dalle forme “morbide” che nel tempo ho assunto…), le gambe mi assecondano e dopo l’allenamento recupero abbastanza rapidamente lo sforzo.
Nei giorni in cui non pratico la bici, mi mantengo in allenamento alternando la corsa (per il fiato: 7 km in 45 minuti circa) alla canoa (per la muscolatura e la resistenza delle braccia – circa 7 km in 50 minuti).

Il top della preparazione, però, conto di raggiungerlo fra un paio di settimane, quando mi testerò sulla ciclabile Destra Po.

Ho organizzato un weekend con Antonella e Giancarlo ed una famiglia di nostri amici; partiremo da Ferrara, per raggiungere, seguendo il Po, il Faro di Gorino alla sua foce; in 3 giorni percorrerò circa 200 km ed al mio ritorno saprò quindi dirvi se esser pronto per riprendere la sella alla volta della ville lumière o per un torneo di bocce.

Mi sembra di essermi già dilungato troppo e quindi rimando alla prossima settimana la descrizione sull’organizzazione e sull’attrezzatura della bici per il viaggio.

In compenso, chiudo raccontandovi il bizzarro spunto che ha, di fatto, generato l’idea del viaggio.

Alla fine della scorsa estate mi trovavo sulla costa azzurra e stavo facendo la spesa in uno di quei discount che ogni settimana hanno in promozione oggetti legati ad un prodotto specifico.
Quella settimana era dedicata alla bici.
Oltre a guanticaschettopompebragheocchiali c’era anche il set completo delle borse posteriori in vendita a euro 19,90: non potevo non prenderle!

Oltre al prezzo allettante, avevano un altro atout, così seducente ai miei occhi: rappresentavano la concretizzazione della Partenza, del Viaggio, dell’Avventura (er Fogar de noartri..).

Da sempre sensibile all’idea della vacanza particolare ed alternativa ma a portata di tutti e di tasche popolari, sogno ancora, nonostante la prole, di poter prima o poi realizzare un raid mediorientale con Antonella in sella al Vespone o l’attraversamento del sudamerica su un pulmino Volkswagen (tranquillo, Cristian, un ultimo excursus ma lo chiudo immediatamente).
Comprata la borsa, mi mancava tutto il resto: la bici adatta, il vestiario ad hoc ma soprattutto l’idea del viaggio: come cantilena mio figlio, dovecomequandoeperchè?
Poi è arrivata la fiera di Padova, i ciclolibri, la Wilier Triestina, il compleanno, Parigi ed ho visto la luce.
Interessante, vero? Ho capito…..chi avvisa il Grande Capo Estiquatsi?

Accidenti, lo sapevo, sono uscito di nuovo fuori tema, proprio come alle superiori.

Mi congedo con un unico link, contestualizzato, che ben si sposa con la mia filosofia del ridersi addosso:

Come dice l’aforisma: non bisogna prendere la vita troppo sul serio tanto, comunque vada, non ne uscirai vivo (e si hanno 20 anni una volta sola e Sean Connery è più bello adesso che da giovane….).

So long,
Davide.
murand@hotmail.com

 

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