Dopo il dramma della morte del ragazzino di Milano in sella alla sua bicicletta si torna a parlare di sicurezza sulle strade delle nostre città. Sempre più spesso si sente parlare – fateci dire a vanvera – di questo tema chiamando in causa anche le responsabilità dei ciclisti. È di questi giorni un provvedimento a dir poco paradossale del sindaco del comune di Gavardo, in provincia di Brescia, che ha emesso un’ordinanza che vieta l’utilizzo di un tratto di ciclabile ai ciclisti, perché sembra ci siano dei problemi di sicurezza per le persone che escono dalle proprie abitazioni cha affacciano sulla ciclabile.Sempre più spesso, inoltre, molti automobilisti alzano gli scudi contro questo tipo di utente della strada che ritengono una sorta di intruso: siccome il numero di ciclisti sta crescendo in modo esponenziale all’automobilista è richiesto un nuovo comportamento alla guida che prevede, banalmente, una maggiore attenzione.Ma, purtroppo, sempre più spesso anche i pedoni si lamentano dei comportamenti non corretti dei ciclisti, addossando loro la responsabilità di danni che onestamente fanno un po’ sorridere. La lamentela in particolare è sulla vicenda dell’utilizzo dei marciapiedi che giustamente devono essere dedicati ai pedoni ma che talvolta, nelle nostre realtà cittadine molto poco bike-friendly, possono fare la differenza tra la vita e la morte. Ovviamente il tema dell’educazione e del rispetto delle regole vale sempre, qualunque sia il nostro modo di muoverci.
Fatta questa lunga premessa, vorremmo dare alcuni dati per aiutare tutti a parlare con cognizione di causa.
Partiamo con un’immagine tratta dalla presentazione del responsabile FIAB per la sicurezza Edoardo Galatola, illustrata durante un convegno a Lodi sul tema della sicurezza stradale.
Non riteniamo si debbano aggiungere commenti e poniamo solo l’attenzione alle percentuali: pedoni morti nel 2009 a causa di una bicicletta 0,3%, 70,8% a causa di un’automobile; pedoni feriti con una bici 1,3%, 73,1 con un’auto.
L’immagine che segue è relativa ai dati della sola Provincia di Milano, illustrati da Galatola lo scorso ottobre durante la presentazione dell’opuscolo “L’INSICUREZZA STRADALE: Incidentalità urbana” realizzato dall’Osservatorio Utenze Deboli di cui fanno parte, oltre a FIAB, una serie di soggetti quali il Touring Club, il Politecnico, la Fondazione ANIA ed altri ancora.
Anche in questo caso riteniamo che i commenti siano superflui e, per semplicità di lettura, evidenziamo solo alcuni dati: nella sola Provincia di Milano gli incidenti ai pedoni sono stati 797 nel 2009 e 819 nel 2010 (+2,76%); nel 2009 questi incidenti sono stati causati in 11 casi dalla bicicletta e in 638 dall’auto; nel 2010 15 dalla bici contro 675 a carico dell’auto.
Se la politica e molti amministratori pubblici lavorassero sui dati oggettivi invece che sulle chiacchiere da bar, capirebbero subito quali le cause della mancanza di sicurezza nelle nostre città e quali gli interventi da attuare.
Più in generale, a tutti coloro che puntano il dito contro una categoria – i ciclisti – chiediamo quanto meno di informarsi sulla reale portata del problema e ai pedoni chiediamo di fare insieme delle battaglie per città più a misura di persona, perché è nell’interesse di tutti: pedoni, ciclisti, portatori di handicap, commercianti, motociclisti e anche automobilisti.
*Coordinatrice FIAB Regione Lombardia
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commenti (1)
la bici assume il classico ruolo del "capro espiatorio", comodo per non fare ciò che si dovrebbe, assolvere i veri responsabili (oggettivi e soggettivi)