Pedalo per conoscere il mondo e me stesso. Credo che un viaggio fisico e mentale sia il miglior modo di vivere. Mi piace l’aria, accende le idee. Sogno momenti di gioia serena: sdraiato sull’erba o seduto sotto una fronda d’osteria a gustarmi ogni panorama intorno. Cerco luoghi che incantano perché familiari o altri che affascinano perché diversi. Ma sono convinto che tutti, gli uni e gli altri, per conoscerli occorra rivederli. Così, dopo l’ottima esperienza fatta in Slovenia con Simonetta, ho pensato di ritornare con lei in Baviera. Con il lusso, seguendo la sua attenta guida, di non dover prestare troppa attenzione alla carta geografica e né di dover raggiungere alcun traguardo. Un “ a zonzo” lento, un caleidoscopio imprevedibile di paesaggi e prospettive.. Ed in più con nuovi compagni per i quali ho provato da subito una istintiva simpatia in quella momentanea aggregazione, forse irripetibile come la formazione delle nuvole.
Ecco il mio spirito in questa “Cinque fiumi”.
Tutto inizia a Norimberga: città austera, quasi inquietante se non fossi arrivato nel bel mezzo del festival dei suonatori di strada. Le vie e le piazze risuonano di ogni tipo di musica. Temi classici, folcloristici o vagabondi. Mi fermo volentieri ad ascoltare un curioso trio: chitarra, banjo e trombone a scandire il tempo. Note allegre e ritrovate per caso ma che ora sembrano volermi dire che qualcosa si va perdendo ….
Così è stata ancor più interessante l’attesa per la partenza vera, quella sui pedali. Sarà, ne sono certo, un viaggio molto rilassante: tanto verde, costantemente lungo corsi d’acqua infilando come perle piccoli paesi e antiche città.
Non siamo in molti, poco più di una ventina di persone: il numero massimo fissato da Simonetta per i suoi viaggi. Una garanzia di qualità che ho già provato personalmente e che consente di far presto amicizia con tutti.
A Regensburg si ha l'impressione che si viva e si sia sempre vissuti nel passato. La città è incantevole con i suoi vicoli intimi ed accoglienti, le birrerie all'aperto, le case antiche e le tante torri. Dal parapetto dell’antico ponte di pietra sul Danubio, ascolto assorto il fluire pacato di quelle acque scure. Sulla riva, tra l’erba ed il fango, i resti in parte sommersi di una vecchia bici abbandonata formano un curioso disegno astratto dai contorni arrugginiti.
L'aria è dolce e fresca e lungo la strada appare, quasi all’improvviso l’originale architettura del lunghissimo ponte ciclopedonale in legno di Essing: una inebriante sospensione tra acqua e cielo e, per pochi istanti, par di essere sulla prua di una nave. Sensazione che, di lì a poco, diventerà realtà a bordo del battello che, attraversando le strette gole del Danubio, ci porterà a sbarcare a Kelheim tutta addobbata a festa. Ci sentiamo insolitamente euforici forse per l’abbondante e gustosa birra sorseggiata nel chiostro del Monastero di Weltenburg. Costruzione austera con grandi finestre che danno sul fiume. Tutt’intorno è soltanto bosco la cui vita, quasi a farci percepire il senso dell'eterno, diviene e si trasforma con un ritmo così lento da sembrare immobile.
Il viaggio continua: fiori e foglie indorate dal sole incorniciano molte finestre e, con esse, le nostre immagini che in quell’attimo vi si riflettono. La frescura delle acque imprime una gentilezza delicata al paesaggio e questi stessi filari di alberi che stiamo costeggiando sembrano esili pareti che ci accompagnano, finalmente, alla luce di Bamberg: bellissima e tranquilla. Le sue vie si snodano tra archi e portici e conducono, come in una serena passeggiata domenicale, alle rive del Regnitz. I balconcini esibiscono una misurata signorilità e tutto appare rivestito di una grazia da buon tempo antico. Un’offerta alla gioia di vivere!
E per chiudere in bellezza un’ultima cena nella luce soffusa di una tipica locanda con le calde pareti di legno scuro e tanti boccali di birra.
E’ andata! Ora che è inverno la memoria mi porta sovente a quei luoghi ed alle persone con le quali ho condiviso questo bellissimo viaggio. Si, perché adesso quei luoghi e quei volti, pur se abitualmente estranei alla mia vita, sento quanto mi mancano.
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