6 Maggio 2012

Tre giorni lungo il Po... meno di sei alla partenza!

di: Davide Morando

Niente bocce; o meglio, non sono ancora pronto per indossare la polo in finto terital a righine, le braghe beige e le scarpe di corda traforate con i calzini bianchi.
Il verdetto del Po è stato meno impietoso del previsto.

Sono appena rientrato dalla trasferta ferrarese e sono decisamente soddisfatto della tregiorni passata a percorrere la ciclabile Destra Po.
Prima di tutto perché, mentre noi abbiamo avuto bel tempo per tutto il weekend, la quasi totalità del resto d’Italia  aveva come dice la mia amica Elena le rane nelle scarpe, e poi perché è stata una piacevolissima esperienza.
Il Gruppo Vacanze Piemonte era molto coeso ed i ragazzini presenti, alla loro prima esperienza di tragitti mediolunghi sulla bici, non hanno fatto una piega e se la sono sciroppata tutta senza lamentarsi.
C’è da dire che noi non abbiamo effettuato il percorso classico di 123 km, partendo da Stellata di Bondeno, bensì abbiamo deciso di accorciarlo di una trentina di chilometri, spostando lo start a Ferrara, incantevole città a misura di pedone e di ciclo.
Inoltre, avevamo voglia di rivedere i nostri amici Caterina e Giuliano, gestori di un gran bel B&B sito a ridosso del centro storico, a due passi dal Castello Estense, conosciuti in occasione di una passata edizione del Balloon Festival e dotati di una gentilezza tutta speciale, d’antan.

Si parte sabato mattina non così di buon’ora, poiché abbiamo deciso di inaugurare la ciclabile con una tappa propedeutica, di soli 25 km, al fine di permettere a tutti di affrontare senza grandi traumi la prima pedalata di stagione, e così ce la prendiamo comoda.

Attraversata la città (magnifico il parco vicino al cimitero ebraico, che arriva fino alle mura di cinta di nordest) ed usciti da nordest attraverso il Parco Bassani, fiancheggiando la campagna raggiungiamo la ciclabile Destra Po in corrispondenza del paese di Francolino, dove nel classico Bar Sport gestito da una simpaticissima “Teresa”, facciamo uno spuntino a base di buonissime (e farcitissime…) piadine.

Ripresa la via raggiungiamo a metà pomeriggio la meta prevista, Ro Ferrarese e prima di prendere possesso delle nostre regali stanze per la meritata doccia, visitiamo il Mulino sul Po.

E’ l’ultimo rimasto, fedele alla tradizione dei mugnai della bassa padana che ha resistito fino alla metà del secolo scorso e che ha ispirato lo scrittore Riccardo Bacchelli per il suo più famoso romanzo.
Un consiglio: se chiedete la visita guidata, fate finta di aver letto il romanzo, altrimenti la preparatissima guida vi racconterà la trama pagina per pagina…
Il posto è molto piacevole ed è uno dei due unici punti ristoro sull’intero tracciato della ciclabile (l’altro si trova a Serravalle).

Per la notte abbiamo prenotato presso la settecentesca Villa Scutellari, gestita da Dorino e sua moglie: le stanze sono solo due (per un totale di 4 persone), ma consigliamo caldamente di prenderle entrambe, poiché condividono una cucina, un bagno ed un salotto che vorrei tanto tanto avere a casa mia….

Insomma: riservate due stanze ed ottenete un gran bell’appartamento.

Purtroppo, essendo la signora un po’ rigorosa e quindi non essendoci la possibilità di aumentare i posti letto, il sottoscritto sua moglie ed i due pupi devono dormire nel pulmino vicino al pollaio…
Quando si dice l’avventura!

Per la cena troviamo un agriturismo davvero speciale: come si fa a non voler bene a quei mattacchioni del titolare e di sua moglie che, nonostante siano fully booked, non ci abbandonano al nostro destino e ci preparano un tavolo in….cucina?!?
La cascina, a 100 mt dal mulino e dalla pista ciclabile, decisamente bucolica, il cibo rustico e qualitativamente eccelso e la contagiosa allegria dei titolari ci faranno ricordare a lungo questa cena. Grazie Andrea, grazie Sabrina.

• FERRARA:
- B&B “Le Campane” – Via del Gambero, 6 – Te. 0532.209163 – euro 85 la doppia con prima colazione;
in alternativa:
- B&B “Privacy” – Via Sogari, 16 – Tel. 0532.204369 – euro 60 la doppia con prima colazione;

• RO FERRARESE:
- B&B “Villa Scutellari” – Via Po, 2 – Te. 0532.869809 – euro 45 la doppia con prima colazione inclusa;
- Agriturismo “Cà Nova” – Via Dazio, 40 – Tel. 0532.868239 – circa 20 euro a testa

La domenica è previsto il clou del giro, il tappone pirenaico, il Turini rallistico, insomma il tratto più lungo ed impegnativo: 47 km fino a Mesola.
Stavolta partiamo non troppo tardi (che significa dopo le 10….ma vuoi non approfittare della pantagruelica colazione nella cucina autogestita?) e con un buon passo puntiamo verso est, verso la foce del nostro amato fiume.
Ad un occhio distratto i paesaggi a corollario della pista potrebbero sembrare tutti uguali, con poche attrattive, ma è questa la vera particolarità di Destra Po: si è immersi nella natura incontaminata, in
quella vegetazione  verdissima, risultato della bonifica della fine del diciannovesimo secolo.

C’è un silenzio irreale, il traffico è limitato ai rari braccianti ed ai pescatori che si spostano in bici tra un’insenatura e l’altra del fiume; a ridosso dell’argine ci sono moltissime cascine abbandonate o distrutte a causa delle periodiche esondazioni.
La civiltà sembra lontana, la cementificazione un problema sconosciuto e gli indigeni sono ammirevoli per la disponibilità ad accoglierci ed a raccontarci la storia delle loro terre.

Probabilmente siamo ancora ad inizio stagione oppure le disastrose previsioni meteo hanno scoraggiato il turistame pedalatore, fatto sta che viaggiamo per chilometri e chilometri in perfetto relax, incontrando poche persone.
Oggi in effetti non splende il sole ma almeno non piove e la temperatura è molto piacevole, adatta alla nostra sfacchinata.
Primo stop a Guarda Ferrarese: il paese è deserto, le case silenziose ma sappiamo dove trovare gli autoctoni: al bar tabacchi della Cooperativa Sociale prendiamo un ottimo caffè e discutiamo degli antichi fasti della gloriosa SPAL.
A ridosso della pista svetta la chiesa romanica della Assunzione di Maria Santissima rivolta verso il Po: clic, foto ricordo.

In questo tratto il Po è scarsamente frequentato; i barcaroli con reti a strascico sono rari e pigri, mentre molto più frequenti sono i pescatori dotati di alcune canne (e decine di birre…) che si spostano a gruppi, e oziano sotto gazebo e tende mimetiche; più che ai placidi personaggi di Mazzacurati mi fanno pensare ai violenti misogini di “Un tranquillo weekend di paura”…

Non di inquietudine ma di vera e propria rabbia possiamo parlare quando, a ridosso di Berra, scopriamo Villa Giglioli, un’opulenta costruzione del ‘500, restaurata negli anni 90 e poi data in gestione ad un’associazione onlus che vi aveva organizzato un Bed & Breakfast.
La struttura è stata dolosamente incendiata nella notte di capodanno del 2009, pare da un’ex custode in cerca di vendetta per il recente licenziamento e la vista delle rovine annerite dal fumo fa male al cuore e stride con gli adiacenti giardini eccezionalmente curati.

Abbiamo superato abbondantemente il mezzodì quando arriviamo a Ariano Ferrarese: la “solita” piadina innaffiata da una fresca birretta ci attende al bar del paese e noi non ci sottraiamo al suo richiamo…

Così rinfrancati, riprendiamo il pedale e ci avviamo al traguardo di tappa, Monticelli, 3 km prima di Mesola, dove dovremmo trovare il nostro agriturismo.
Per la verità ci ha chiamato in tarda mattinata per sincerarsi del nostro arrivo; pare che un’antipatica italica abitudine sia sempre attuale: la prenotazione fantasma.
La sera prima era atteso un gruppo di madame ma non si è presentato nessuno e così vuole sincerarsi se questo fantomatico  “sig.Morando” esiste veramente e si paleserà al cancello.

Tranquillo, Francesco, noi siamo di parola: alle ore 16,30 precise invadiamo il “Tartufo del Delta”.
La prima ad accoglierci però è Sofia, un bellissimo esemplare di asina gigante: per un paio d’ore, con la sua simpaticissima padrona Carlotta di 4 anni, scarrozzano a turno mio figlio e la sua amichetta Arianna.

Doccia corroborante e poi via a Mesola, paese conosciuto soprattutto per la bella residenza estense.
Tramite una recensione postata sulla Rete, ho scoperto l’esistenza di una osteria che propone dell’ottimo pesce a prezzi onesti: non la vogliamo testare?
Alla Locanda Duo il pesce è realmente ottimo ed inoltre vi capitiamo durante la locale sagra dell’asparago; così Giancarlo ha preparato alcuni piatti a tema: squisito il risotto ma anche solo condito con olio e sale non ci dispiace mica…
Per chiudere comme il faut la serata, la sagra ci offre l’opportunità di un tuffo nel passato: tra le varie attrazioni ci sono gli autoscontri e così cediamo e ce le suoniamo di santa ragione: “giù il gettone..si parte!”
Per completare il quadretto kitsch manca solo l’eco di Alan Sorrenti perso tra gli astri…

Il morale della truppa è alto e così il mattino seguente partiamo baldanzosi: oggi si arriva al mare!
Lo si capisce anche dal paesaggio che cambia radicalmente: i campi coltivati, le immense foreste, i pioppeti ed i boschi di faggi cedono gradualmente il posto a bassa vegetazione, acquitrini, paludi darsene e porticcioli improvvisati.

Dal fitto bosco di Santa Giustina raggiungiamo rapidamente il paese di Goro, non particolarmente memorabile se non per la nostra ennesima pausa caffè ed infine, dopo un’ultima frazione di 6 chilometri, terminiamo il nostro pellegrinaggio: Gorino Ferrarese ed il mare Adriatico!!

Come si celebra degnamente l’impresa? Ma con un bel fritto misto di pesce, naturlich, accompagnato da una freschissima “bionda” naturale! (neanche Rigatti nella sua via crucis verso Bisanzio mi sembra abbia trincato così…).
Il Gruppo Vacanze Piemonte ha resistito bene ed un complimento particolare, mi ripeto, lo devo fare ai ragazzini che sono arrivati in fondo senza lagnarsi e senza problemi fisici (soprattutto senza fondelli hi tech, cybermaglie, e tutte le varie menate di noi anziani…).
Chiaramente, un po’ di stanchezza è concessa….

• MONTICELLI:
- B&B “Tartufo del Delta” – Via Malimpiera, 12 – Tel. 335.5908688 – info@tartufodeldelta.it - euro 60 la doppia con prima colazione (+ 15 euro per terzo letto).

• MESOLA:
- “Locanda del Duo” – Via Mazzini, 60 – Tel. 0532.993306 – con possibilità di pernottamento;

Riflessioni finali sulla pista Destra Po: il GVP riconosce unanimemente i seguenti aspetti:

• Positivi: pista stupenda e silenziosa, spesso lontana dal traffico automobilistico, magnifici paesaggi, ambiente rilassante.
• Negativi: ricettività non adeguata (su una pista lunga 123 km, il tratto tra Ro e Mesola, di 45 km, offre un solo appartamento a Serravalle – carissimo); nessun punto SOS, nessuna fontana, nessuna panchina lungo la pista. 

Per quanto mi riguarda, è stato un test molto positivo poiché ho macinato molti chilometri in tre giorni consecutivi (ritornavo sempre in bici al punto di partenza di ogni tappa per riprendere il veicolo-scopa): mancano ormai meno di dieci giorni al D Day ed il callo c’è!
Il prossimo weekend terminerò l’allestimento della bici e ve lo svelerò immediatamente online... lo so che ve l’avevo promesso per questa tappa, ma voi credete ancora a quello che scrivo??? ... :)

So long,
Davide
murand@hotmail.com




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