Lei non c'è piú. O meglio non É piú. Non é piú una bici. Cari i miei zucconi (come direbbe Sanantonio...), dopo aver raccolto un bel paniere di domande equivoche, é d'uopo chiarire il 'misandersen': non avendo battezzato il cicloraid Moncenisio-Parigi-Moncenisio, il ritorno chez moi é previsto lunedi 21, giorno del mio quarantatreesimo compleanno (AUGURI! ndr), ma ahimè, a bordo di un comodo TGV.
Il magnifico weekend lo inizio quindi sezionando e martoriando la mia compagna di viaggio e non é per nulla piacevole.
Lo faccio sabato mattina all'alba quando, perso completamente il sonno per tutte le emozioni vissute, decido di alzarmi e di affrontare subito la questione: smembrarla per riporla nella splendida sacca Wilier da trasporto ferroviario.
Mi sembra di voltare pagina definitivamente, di "cambiare la squadra che vince", di scrivere la parola fine e, lo ammetto, mi sale il magone.
Poiché non c'é fine al peggio, si aggiungono i sintomi di una sindrome esecrabile, quella del feticista sportivo, con vette onanistiche: divento come quei malati che dopo il felice esito di una pseudoRoubaix, di una vuelta patagonica, di un trekking sahariano, o di un'ascesa Turini style, vorrebbero riportare a casa il destriero tel che l'è, sporco, infangato, puzzolente, ferito... guai a togliere quella patina dell'Avventura!
Ti senti piccolo piccolo, vergognoso, come se stessi tradendo di nuovo Bonatti sul K2 o asserendo di essere stato tu a passare la borraccia....
"Ma allora sei un bastardo" mi ha sibilato la mitica Bassano, digrignando offesa i denti (quelli della corona perché il pignone é meno orgoglioso, piú plebeo...ve le spiego oppure faccio un pacchetto con Blucher?); ma come: prima, quando hai bisogno, blandisci la forcella e mi pompi per ottenere una super prestazione e poi, dopo il traguardo, io divento solo un telaio insaccato e tu ti precipiti a pavoneggiarti davanti ai taccuini?
É la stampa, bellezza...
Parte della mattinata scivola via scrivendo gli ultimi due reports e con una passeggiata sulla collina di Mont-Martre; ho affittato per tre giorni uno studio a ridosso del Sacre Coeur e sono contento della scelta: é pratico, comodo e lo trovo molto meno impersonale di una stanza di albergo.
Inoltre, avere la possibilità di prepararsi un pasto piú sano rispetto alla settimana appena trascorsa mi alletta assai....
Il resto vola via tra mega bucati, pulizie della cucina e spesa al supermarché.
Nel primo pomeriggio prendo una birra nel Marais insieme ad una nuova conoscenza, un esperto cicloturista solitario (con trailer e tenda al seguito) che in dieci anni e circa 15 tours ha coperto qualcosa come 20'000 km.
L'ho conosciuto tramite internet, dove ha un blog nel quale posta sempre i resoconti dei suoi viaggi, tra cui un Parigi-Roma che copriva sostanzialmente il mio percorso, chiaramente al contrario (non vi si può nascondere proprio nulla....).
I suoi suggerimenti, atti ad evitare strade trafficate o salite sconosciute o a prevedere sagge deviazioni (una su tutte: il lungolago di Aix Les Bains al posto del Col du Chat) mi hanno sicuramente facilitato la vita in questa settimana.
Grazie ancora Xavier.
All'ora dell'apero arrivo in stazione per ricevere finalmente la mia famiglia proveniente da Torino; avevo idea di fare un paio di filmati con abbraccio slowmotion e colonna sonora sciabadabadà, ma non potete immaginare cosa sia la Gare de Lyon in orario di punta con il rientro pendolari e quindi desisto.
Spiacente, nessun documento sulla carrambata...
Passiamo insieme due giorni intensi, con un meteo piú clemente rispetto a quello 'italiano', e mostrando per la prima volta Toureiffelnotredamehoteldevillebeaubourg a mio figlio, ma soprattutto i deliziosi dintorni del quartiere parigino che piú amo e dove abbiamo l'appartamento.
Oltre alle affollatissime vie alle spalle di Mont-Martre, esploriamo la colorata e chiassosa Boulevard de Pigalle, percorriamo la storica rue Lepic e risaliamo da Clignancourt (continuando, si arriverebbe in poco tempo al suggestivo marché aux puces).
Chiudo con un ultimo inciso su un aspetto che, seriamente, collima perfettamente con i temi che la nostra rivista del cuore (paraculo, paraculo.... originale nel testo dell'autore... la redazione approva! ndr) difende a spada tratta: le ciclabili urbane.
Parigi merita un bel 10 per come negli ultimi anni ha saputo stravolgere la situazione routiére cittadina: in quattro punti é facile comprendere la rivoluzione VELOLIB (da velo=bici + lib=libre service oppure, come l'ha intesa molto meno prosaicamente il suo utente, 'liberté'):
- corsie preferenziali CONTROMANO e condivise solo con i bus!!
- quasi 1500 stazioni e 20.000 bici a disposizione;
- tariffe molto vantaggiose (fino a 19 euro / anno) ed un'amplia gamma di formule economiche proposte;
- istruzioni di estrema semplicità e comprensibilità per permettere un utilizzo immediato (mix micidiale per sedurre anche i turisti in transito...).
Difficile controbattere...chapeau, monsieur Delanoe.
Siamo arrivati alla fine dell'avventura; come 'spalloni' di ricordi, rientriamo in Italia con sacca al seguito dal valico del Frejus ma non credo sarà l'ultima volta che vi aggiornerò.
Le molte testimonianze d'affetto, ricevute dagli amici nei giorni passati oltralpe ma soprattutto al mio ritorno, mi hanno spinto ad organizzare una cena, con la bici-totem festeggiata speciale.
Chissà se le prevedibili derive alcoliche genereranno nuove idee di raid bislacchi...
Bonne semaine,
Davide.
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