Home città Avanti adagio l’Italia della mobilità dolce: +12,7% in dieci anni secondo l’Anci

Avanti adagio l’Italia della mobilità dolce: +12,7% in dieci anni secondo l’Anci

208
Più di un milione di italiani pedala e cammina nella città metropolitane.

Anno dopo anno qualche abitudine è cambiata: dal 2001 al 2011 gli italiani che nelle Città Metropolitane fanno la spola da e verso l’ufficio o la scuola in sella a una bicicletta o a piedi sono aumentanti del 12,7%. E si contano oggi in un gruppetto da 1.016.658 di persone. È questo uno dei dati salienti della ricerca “Gli stili di mobilità degli italiani: il percorso (lento) verso la sostenibilità”, presentato ieri, lunedì 18 luglio, dall’area Studi dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI).

Avanti adagio, insomma: perchè sono ancora pochi gli italiani che adottano quella mobilità dolce presa in esame dallo studio ANCI, che ha confrontato dati Istat e dati Isfort per compulsare, nelle principali città d’Italia, anche le modalità di spostamento abituali, ogni giorno, per oltre 1,7 milioni pendolari. Sorride intanto Firenze, che dal 2001 al 2011 aumenta la sua popolazione in sella del 45%, staccando Bologna (+32%) e Torino (+17%). Ma lo studio racconta anche di un paese che ancora – e di gran lunga – preferisce il veicolo privato a motore: avviene sulle quattro ruote e sulle due (delle moto) quasi il 69% dei movimenti nelle città.

Dalla ricerca ANCI sulle città metropolitane la sensibile crescita del ricorso alla mobilità dolce – di già vi abbiamo raccontato –  si direbbe cresca anche a ritmo di ciclabili. Erano meno di 700 i chilometri di piste nel 2008, quasi mille nel 2014 con Roma, Torino e Milano sul podio per la maggior crescita del chilometraggio. Un’attenzione alla vivibilità dei centri storici che si sviluppa poi nell’estensione delle zone pedonali: imbattibile Venezia con 132,3 ettari sull’area urbana; la Serenissima allunga su Milano (53 ettari), Roma (48,4) e Torino (45,2), che condivide la posizione con Napoli, la migliore nel Mezzogiorno.

E se proprio all’auto non si può rinunciare, ecco che lo studio ANCI offre una soluzione per un futuro comunque più green nelle città metropolitane. Due terzi dei veicoli imbottigliati nel traffico delle città contano a bordo una sola persona. La soluzione è il car pooling, condividere l’automobile coi colleghi ad esempio: già due persone nell’abitacolo taglierebbero il numero di veicoli circolanti di 628mila unità. In soldoni? 360 milioni di euro risparmiati ogni anno solo sul carburante. O, se volete, 660mila tonnellate di CO2 in meno.