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Bici e cinema: premiato a Jesolo il corto degli alunni che battono il bullismo in sella

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La I B della scuola media Curzi di San Benedetto del Tronto al momento della premiazione.

«In pochissimi vanno in bici nella loro scuola, a San Benedetto del Tronto. Così la classe ha collegato quel mezzo di trasporto all’idea di rivalsa e di coraggio». Biciclette e bulloni è il cortometraggio realizzato con la regia di Sergio Manfio, fondatore di Gruppo Alcuni, che ha visto come protagonisti gli alunni della I B della scuola media Curzi di San Benedetto del Tronto. Tutti premiati a Jesolo lo scorso week end al festival Ciak Junior, organizzato dalla casa di produzione Gruppo Alcuni, sia nella categoria nazionale per il “miglior soggetto” che in quella internazionale col riconoscimento dall’Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura.

Il bullismo è il tema scelto dalla I B di San Benedetto del Tronto per “Biciclette e Bulloni” (in onda su Canale 5 l’11 giugno). All’inizio, nel cortile della scuola, compare un’unica bicicletta, quella di Giacomino, ciclista solitario che non rinuncia a pedalare ogni giorno. Neppure quando viene preso di mira da un bullo: prima la ruota forata, poi il sellino rubato e le luci rotte. Lui però non demorde, arrivando presto a rompere quel muro di indifferenza dei compagni, fino all’ultima scena con la carovana degli alunni che arrivano in massa a scuola scampanellando. Col lieto fine anche per il bullo, che si ravvede e inforca la bicicletta.

«Ogni anno, dall’Italia e dall’estero, ne riceviamo dai 4 ai 5mila di soggetti – spiega ancora Manfio a BC – Quest’anno pochissimi parlavano di integrazione. Quella in effetti la sanno fare meglio i più piccoli dei grandi. Molto sentito invece il problema del bullismo». Per l’edizione Ciak Junior di quest’anno l’autore e regista ha lavorato con altre due classi dello stivale, avvicinando i ragazzi alla cinepresa, al lavoro sul set e ai segreti del mestiere. Sforzi valsi la soddisfazione per la vittoria che la I B di San Benedetto del Tronto si è meritata scegliendo la bici come protagonista di un storia che insegna, citando le motivazioni dell’Ufficio Unesco, “il potere trasformativo del buon esempio”.