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Da Twain a Guerrini: la Belle Époque della bicicletta in otto racconti d’autore

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Che cosa unisce uno scrittore umorista come Mark Twain, famoso in tutto il mondo, e uno scrittore tormentato e sottovalutato come Federigo Tozzi? Il padre di Sherlock Holmes Arthur Conan Doyle e un intellettuale vulcanico e anarcoide come Olindo Guerrini? Otto racconti in bicicletta (Bolis edizioni), curato da Giovanni Casalegno, è una raccolta firmata da alcuni dei più importanti autori italiani e di lingua inglese che si sono cimentati, a inizio Novecento, con la bicicletta. Un simbolo di modernità con il quale misurarsi e scontrarsi – inarrivabile il racconto di Twain – che irrompeva nella vita di ogni giorno, ne modificava abitudini, ne allargava i confini.

Il libro è illustrato da Riccardo Guasco che, con il suo tratto, ci riposta allo stile e al gusto grafico di quegli anni.

L'illustrazione per il racconto che vede protagonista Sherlock Holmes
L’illustrazione per il racconto che vede protagonista Sherlock Holmes

Questi gli autori e i racconti:

Mark Twain, Domare la bicicletta, 1884.

Stephen Crane, Esibizione, 1896.

Olindo Guerrini, In sella, 1901.

Alfredo Panzini, La bicicletta di Ninì, 1901.

Alfredo Oriani, Il velocipede, 1902.

Arthur Conan Doyle, L’avventura della priory school, 1904.

Federigo Tozzi, Un’osteria, 1920.

John Galsworthy, Tiro a quattro, 1930.