“Hey, via quell’auto dalla ciclabile!”. Changify, l’app che cambia i quartieri

“Hey, via quell’auto dalla ciclabile!”. Changify, l’app che cambia i quartieri

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Un esempio di denuncia su Changify: parcheggi bici inadeguati.

Nel suo quartiere neanche l’ombra di una rastrelliera. E John era stanco di collezionare furti di biciclette. Scopre così Changify, l’applicazione che consente di pubblicare foto e commenti sulle problematiche del quartiere in cui si risiede. Aumentano i “mi piace” e John, designer di professione, realizza rastrelliere in materiale riciclato che, nel giro di sei mesi, vengono installate nel suo vicinato.

Changify è bike friendly e molto altro. Priya Prakash, la londinese madre di questa applicazione per smartphone, realizza nel 2012 una piattaforma in rete che connette i residenti di un quartiere con l’obiettivo di fare massa critica. Le cose che “non vanno”, dall’immondizia fino agli utenti ubriachi che danneggiano il bike sharing di Londra, vengono rilanciate sul web e il riscontro da parte dei cittadini iscritti al sito si misura in commenti, in “mi piace” e in condivisioni.

Changify funge da cassa di risonanza delle problematiche nei vari quartieri. Ha iscritti in Inghilterra, ma anche a Zurigo, Barcellona e Amburgo. Sono cittadini, così come associazioni, negozianti e aziende che sfruttano la piattaforma per sottolineare criticità quotidiane non sempre risolvibili quando si è da soli.

Ce ne sono diverse come Changify, applicazioni che aiutano i ciclisti, ad esempio, a scegliere la strada “più pulita” in base all’inquinamento urbano. Ad Amburgo Changify ha raggruppato cittadini e partorito un progetto di migliore vivibilità all’interno di un quartiere. Tra le note di protesta, guarda caso, i parcheggi selvaggi sulle ciclabili.