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“Peggio delle ciclabili solo le bombe”: anche a Londra trovi il politico che odia la bici

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Le bordate contro le biciclette non riecheggiano soltanto nelle aule di qualche comune italiano. Pochi giorni fa, durante un dibattito sul trasporto metropolitano nella “House of Lords” di Londra, il politico conservatore Nigel Lawson, classe 1932, ha lanciato una stoccata contro le piste ciclabili che, a suo dire, starebbero danneggiando la capitale britannica più di qualsiasi altra cosa dall’epoca dei bombardamenti nazisti su Londra.

Nigel Lawson ha subito puntato il dito contro il sindaco Boris Johnson, bollato come amministratore troppo appassionato di biciclette, per poi suggerire la bizzarra ipotesi che i livelli di traffico e inquinamento a Londra sarebbero impennati proprio con l’avvio delle politiche bike friendly e le estensioni delle piste ciclabili sulle due sponde del Tamigi.

In una delle capitali europee che più sperimenta politiche a favore della mobilità sostenibile, l’attacco di Lawson, denunciato dal sito Bike Biz, si è concluso poi col riferimento ai presunti danni delle piste ciclabili sul tessuto urbano, messi su un piano appena inferiore a quelli provocati dai bombardamenti dell’aviazione tedesca durante la seconda guerra mondiale. Il Blitz, questo il nome dell’operazione bellica voluta da Hitler, iniziò nel settembre 1940 e durò diversi mesi con ripetuti attacchi aerei sul suolo britannico. Alla fine un milione furono gli edifici colpiti e 20mila le persone uccise nella sola Londra.

La rabbia contro i ciclisti trova spazio anche nei nostri dibattiti politici. “Fucilare i ciclisti che non vanno sulle ciclabili” è l’ultima soluzione proposta dal consigliere comunale di Vicenza Claudio Cicero, il quale ha anche annunciato una battaglia a livello nazionale per proibire la circolazione su strada delle biciclette da corsa che – alla faccia di Coppi e Bartali – “non hanno gli strumenti previsti dal Codice della Strada”.

Ma a esser ricordato come l’archetipo dei provvedimenti anti-bici del 2015 c’è l’emendamento, poi ritirato, del senatore democratico Filippi che voleva imporre bollo e targa alle biciclette usate per attività considerate illegali.