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Svizzera al voto il 23 settembre per inserire le ciclabili nella Costituzione

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Domenica 23 settembre gli svizzeri sono convocati alle urne per votare sull’inserimento della bicicletta in Costituzione. Novità che, se approvata, vedrebbe inserite anche le ciclabili in un articolo del testo fondamentale, dedicato finora soltanto ai sentieri e ai percorsi pedonali, nel quale si legge che la Confederazione, oltre a poter emanare “princìpi” a riguardo, “può sostenere e coordinare i provvedimenti dei Cantoni per la realizzazione e la manutenzione” delle reti.

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Per parte della politica, dal governo al parlamento, l’appuntamento di settembre non dovrebbe riservare grossi ostacoli. L’idea di inserire la bicicletta nella Costituzione federale elvetica viene dall’iniziativa di 26 associazioni che nel 2016 chiesero alla politica un maggior impegno, finanziario e non, sul tema delle infrastrutture ciclabili. Volontà che è stata raccolta in una controproposta del governo, nella quale appunto si prevede la modifica costituzionale dell’articolo 88 con l’aggiunta della mobilità ciclistica tra le possibili aree di intervento della Confederazione.

In una Svizzera dove sono in circolazione quasi 4 milioni di biciclette, e sempre di più sono elettriche, la bici che compare in Costituzione non dovrebbe certo scandalizzare. Al netto dei critici che parlano di una modifica inutile, sembra diffuso il consenso attorno a questa possibile novità. Lo conferma anche il ritiro da parte delle associazioni sopracitate della loro proposta di legge proprio per sostenere il sì al voto di settembre. Sì che, per passare, dovrà ottenere la maggioranza sia dei votanti che dei Cantoni.