Home storie cultura A Udine vicino/lontano, per ritrovare il respiro del pensiero

A Udine vicino/lontano, per ritrovare il respiro del pensiero

2102
vicino/lontano

Incontri, dibattiti, conversazioni, conferenze, lezioni, letture, mostre, spettacoli e proiezioni. Quattro intense giornate nel centro storico di Udine per analizzare, da punti di vista diversi, i processi di trasformazione in corso nel mondo globalizzato, in campo economico, sociale, culturale e geopolitico, allo scopo di indagarne le ragioni, i meccanismi, i significati, le prospettive. La ventiduesima edizione di vicino/lontano, festival nato nel 2005, dal forte legame con la figura del giornalista e scrittore Tiziano Terzani, che si tiene dal 7 al 10 maggio, si presenta con un articolato programma che vede studiosi, giornalisti, scrittori e artisti di prestigio internazionale confrontarsi tra loro e con il pubblico.

Vicino/lontano per capire il mondo

«Ogni anno – ricorda Paola Colombo, presidente dell’associazione vicino/lontano – cercando di interpretare lo spirito del tempo, individuiamo una parola tematica come lente attraverso cui guardare il mondo e la sua complessità. Quest’anno il nostro direttivo ha scelto “respiro” proprio perché viviamo un tempo che, ogni giorno di più, ci toglie il respiro. Attraverso il dialogo tra esperti di discipline diverse – dalla filosofia alla scienza, dall’economia alla letteratura, dalla geopolitica alla spiritualità e all’antropologia – ci chiederemo di che cosa abbiamo bisogno per respirare di nuovo, che cosa significhi, oggi, respirare insieme. In una società che tende a isolare, spezzare, contrapporre, vicino/lontano vorrebbe essere ancora una volta uno spazio di condivisione, dove sia possibile recuperare il respiro del pensiero: quel tempo lento, profondo e vitale che tutti noi dovremmo cercare di proteggere”.

Momento centrale del Festival vicino/lontano il Premio Terzani che, nel ricordo del giornalista, vuole premiare un’opera edita in lingua italiana che, attraverso una narrazione efficace, presenti una chiave di lettura utile a comprendere il mondo in cui viviamo, con l’intento di valorizzare un modo di osservare e raccontare la realtà (le diverse realtà), cogliendovi, in prospettiva, i segnali di significative trasformazioni globali. Premio assegnato a Alaa Faraj con il suo Perché ero un ragazzo, protagonista di un incubo chiamato giustizia. Libico, calciatore, studente di ingegneria si imbarca su uno dei mille barconi della disperazione che solcano il Mediterraneo. Una traversata drammatica, nella quale muoiono 49 passeggeri e di cui Alaa è considerato lo scafista. Una condanna a 30 anni di carcere, la tenacia di studiare per sopravvivere e continuare a gridare la propria innocenza, la decisione di scrivere un romanzo di formazione ed epistolare che ci precipita nel suo inferno giudiziario. Dal quale non chiede pietà, ma solo giustizia.

Al successo della manifestazione contribuisce, per il secondo anno, anche Fiab Udine Abicitudine che supporta, con delle cargo bike, l’organizzazione per tutto quanto riguarda la promozione, la logistica e il trasporto. Un modo coerente e originale per riaffermare che cultura, intelligenza e mobilità sostenibile vanno sempre  a braccetto.