L’hanno chiamata Safe Bikes. L’operazione della Guardia di Finanza di Roseto degli Abruzzi, che ha portato nei giorni scorsi al sequestro di 190 biciclette a pedalata assistita con un marchio CE falso, ha riguardato i responsabili di diversi negozi specializzati attivi nelle province di Teramo, Pescara e Ascoli Piceno. Contro di loro è stato ipotizzato il reato di frode nell’esercizio del commercio. Il motivo di questa operazione delle Fiamme Gialle è dovuto al fatto che le bici elettriche non erano in realtà conformi alle norme di sicurezza europee ed erano state realizzate in Cina, dopodiché camuffate per quel che non sono. I modelli sequestrati sono di vario tipo, perlopiù city bike.
A insospettire le autorità sono stati soprattutto i prezzi esposti per i clienti. Trattandosi di mezzi a pedalata assistita ai finanzieri il costo finale è sembrato davvero stracciato e non concorrenziale. Il valore delle bici elettriche sequestrate ha superato i 240mila euro secondo quanto riferito. La notizia si collega a un fenomeno di importazione dalla Cina di biciclette e monopattini che in alcuni casi ha assunto tinte poco trasparenti.
A settembre scorse nel porto del Pireo, in Grecia, è stato infatti portato a termine uno dei più imponenti sequestri di prodotti della storia dell’Unione Europea: in quasi 2.500 container sono state trovati e-bike e monopattini elettrici che avrebbero dovuto essere venduti nel Vecchio continente bypassando i dazi e il pagamento dell’IVA. Il tutto con un potenziale danno non soltanto per le aziende che operano a prezzi di mercato, ma anche per i consumatori che avrebbero acquistato biciclette in realtà non a norma.
«Contrastare la diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza significa contribuire a garantire una protezione efficace dei consumatori e un mercato competitivo, nel quale gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizioni di sana concorrenza», ha spiegato in una nota la Guardia di Finanza.



























