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BeMap, il fanale per la bicicletta che fa luce sullo smog

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All'apparenza un comune fanale, BeMap rileva i tassi di CO e NO2

Non è certo un segreto l’inquinamento nelle città, ma la novità è che a misurare i valori di monossido di carbonio e di biossido d’azoto ci potrebbe pensare un particolare fanale adatto a qualsiasi bicicletta. L’invenzione prende il nome di BeMap (Bicycle Environmental Mapping) ed è valsa, la scorsa estate, il secondo premio a quattro studenti dell’Ecole Polytechnique Federale di Losanna a ICan, un concorso universitario mondiale di microtecnologia.

BeMap si presenta come un fanale per bici, ma contiene, oltre a un rilevatore GPS, un sensore in grado di misurare i livelli di CO e di NO2 dell’aria mentre si pedala. Ad animare il lavoro dei quattro studenti Micha, Chloe, Yoann e Benjamin sono state le cifre sulle morti per inquinamento pubblicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i milioni di decessi a causa dell’esposizione eccessiva allo smog (si calcola che una morte su otto sia correlata a livelli di inquinamento troppo alti).

Una volta misurati i tassi di inquinamento, questi vengono inviati alla piattaforma online di BeMap Editor e resi infine visibili su una mappa. Al ciclista non resta che scegliere la strada più “pulita” e contribuire alla raccolta quotidiana di dati sui livelli di inquinamento zona per zona. Obiettivo ultimo di BeMap – qui il link al sito – è proprio la creazione di un database open-source consultabile su internet che immagazzini tutti i dati sullo smog rilevati dagli apparecchi. Secondo i suoi creatori, in questo modo BeMap costituirebbe “la base di studi ambientali e di trasporto”.

Al momento BeMap non è disponibile sul mercato, ma la sfida di città più vivibili e meno inquinate sta facendo breccia in diversi paesi come la vicina Francia, dove quest’anno era in programma la prima edizione della giornata della qualità dell’aria. Gli spostamenti a zero impatto sull’ambiente ripulirebbero l’aria anche in Italia dove, secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, (il dato è riferito al 2012; di certo non si è ridotto da allora) le morti premature causate dall’inquinamento atmosferico hanno sfiorato le 85mila.