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Benvenuta Rime, la neonata rete italiana per una mobilità equa

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Tra gli obiettivi di Rime c'è una nuova democrazia degli spazi pubblici - foto © Gionata Galloni

Una settimana segnata da una drammatica escalation di violenza stradale si chiude con la buona notizia della nascita di una rete delle associazioni che a ogni livello si batte per un nuovo modello di mobilità nel nostro paese. Si chiama Rime, si legge per esteso Rete italiana mobilità equa,  e come spiegano i promotori nel comunicato stampa che ufficializza la costituzione della rete unisce per la prima volta realtà che si occupano di sicurezza stradale, rappresentanza delle vittime della strada, mobilità attiva, trasporto pubblico, e qualità dello spazio pubblico in Italia.

Ne fanno parte soggetti noti e accreditati a livello nazionale (tra questi, oltre a Fiab, citiamo Amodo, Kyoto Club, Legambiente, Clean Cities Italia), espressioni di attivismo locale come la Città delle Persone di Milano o Salvaiciclisti Roma, numerose associazioni di vittime della strada e tante altre realtà che promuovono localmente la mobilità attiva. Ne trovate l’elenco, ancora aperto a nuove adesioni, sul sito internet della rete, che ha raccolto anche un primo dossier con numeri e risorse utili per approfondire il tema della sicurezza stradale.

Ricordiamo che collisioni avvenute nei contesti e con le responsabilità più diverse (un camion della nettezza urbana privo di sensori, un sorpasso proibito in Sicilia, un’invasione di corsia in Trentino) hanno allungato la contabilità dei ciclisti morti sulle nostre strade: sono 101 dall’inizio dell’anno, in continuità con le 222 vittime nel 2025, in crescita rispetto alle 184 del 2024. Da anni è incontrovertibile il dato che vede il superamento dei limiti di velocità insieme alla velocità eccessiva come prima causa di scontri mortali nelle strade italiane. A dispetto di questa evidenza, cavilli burocratici e barriere culturali frenano il percorso delle città verso un nuovo limite urbano di velocità a 30 all’ora. La speranza è che la neonata Rime, rete italiana mobilità equa, riesca anche a incidere sull’iter parlamentare della proposta di legge Ghio, depositata in Parlamento in febbraio per rafforzare la tutela di pedoni e ciclisti e promuovere concretamente la mobilità attiva e una nuova democrazia dello spazio pubblico.