Nella geografia delle città 30 italiane anno dopo anno aumenta il numero di amministrazioni che prendono decisioni in questo senso e introducono nuovi limiti alla velocità in vie o interi quartieri. Bergamo, per chi non lo sapesse, a giugno scorso vantava già il 73% delle strade comunali a 30 km/h. Ora il comune ha annunciato di volere crescere all’88%. Il tutto in tempi abbastanza rapidi: entro la fine del 2026.
Bergamo città 30: cosa succederà entro fine 2026
«Il contenimento della velocità nei centri abitati è un tema importante per la vivibilità dei quartieri e della città tutta – sono le parole dell’assessore alle Politiche della Mobilità di Bergamo, Marco Berlanda -. L’ampliamento delle Zone 30 e delle strade a 30 Km/h è un intervento concreto, atteso da tempo e inserito in una strategia complessiva di tutela di chi vive la città a piedi, in bicicletta o con mezzi dolci». Il cronoprogramma è serrato e prevede una serie di interventi puntuali sul territorio urbano.
La situazione attuale registra 205 chilometri lineari di strade a 30 km/h e nella prima fase – tra fine 2025 e inizio del prossimo anno – vedrà la realizzazione di 13 nuove zone 30 in sei quartieri (complessivamente 21 km). Si va dal centro al Quartiere Santa Caterina passando per Borgo Palazzo e Colognola. Nel 2026, una volta terminata la prima fase, il Comune di Bergamo completerà il progetto con diciotto altre nuove zone 30. L’intera iniziativa rispetta gli impegni presi dalla città di fronte ai cittadini nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile approvato nel 2022.
I dati sugli incidenti (che calano) nella città 30
Come insegnano casi noti come quello di Bologna, la città 30 non può funzionare se si tratta soltanto di introdurre un nuovo limite di velocità. Servono iniziative per fare capire i cittadini, quelli più scettici, i benefici per tutti. A cominciare dalla riduzione del rischio incidenti, specie quelli mortali. A Bergamo saranno installata segnaletica orizzontale e verticale; previsti anche una ventina di pannelli per dissuadere chi supera i limiti; e infine – una volta ottenuto l’ok dal ministero dei Trasporti – la volontà è di installare i cuscini berlinesi, specifici per rallentare i mezzi a motore.
Andrea Colombo, ex assessore alla mobilità di Bologna e tra i principali artefici di quel progetto, ha commentato su Facebook: «Tutto il mio sostegno, con l’auspicio che si investa anche in comunicazione e interventi di traffic calming, all’intera città e comunità di Bergamo». Sui dati delle città 30 FIAB aveva commentato con soddisfazione quelli (incoraggianti) pubblicati da Bologna a un anno dall’introduzione: -38% di incidenti gravi, +12% di spostamenti in bici e -33% di decessi a seguito di sinistri.



























