Quattro chilometri al giorno per andare al lavoro al mattino, altrettanti per tornare a casa la sera. Ecco la formula del binomio bici e salute. Un commuting quotidiano in bicicletta su quella breve distanza (i chilometri diventano quindi otto con il viaggio di ritorno) è infatti sufficiente per migliorare significativamente il nostro stato di salute. Lo certifica uno studio scientifico pubblicato in estate dalla rivista Experimental Physiology (qui il lavoro integrale). Tutto italiano il team di ricerca, guidato da Federico Formenti, professore associato onorario al King’s College di Londra, in collaborazione con il dipartimento di medicina dell’Università di Udine.
“Abbiamo verificato – spiega Formenti, veronese e socio Fiab Verona – gli effetti sulla salute di un gruppo di 26 persone che abitualmente si recavano al lavoro in auto e che per sei mesi hanno accettato di passare alla bicicletta, servendoci di un gruppo di confronto di soggetti che hanno continuato per tutto il periodo a utilizzare l’auto”.
I dati, al termine dello studio, parlano di un 31% di migliore efficienza cardiometabolica (misurata sui picchi di potenza aerobica). E a parità di peso, i commuter che sono passati alla bici hanno mostrato una maggiore quantità di massa magra e una serie di altri indicatori di una superiore funzionalità circolatoria. “Possiamo considerare – commenta Formenti – questi otto chilometri, condotti alla velocità moderata di 15 all’ora, l’equivalente di quei 10mila passi al giorno che oggi vanno per la maggiore come regola di salute”. Un lavoro che si aggiunge alle ultime ricerche che certificano la bici come fattore di lungavita.
Bici e salute. Anche per l’ambiente
A questi dati si aggiungono i dati ambientali di emissioni di Co2 12 volte inferiori rispetto a quelli di chi si metteva al volante di un’auto a motore termico. E una interessante riflessione da porre agli amministratori sul territorio: “Se bastano distanze così contenute per avere effetti così importanti – commenta Caterina Ursella dell’Università di Udine – è chiara l’utilità di investire nei centri abitati anche di reti ciclabili a corto raggio, per ridurre al tempo stesso traffico e spesa sanitaria”. Per fare in modo, aggiungiamo, che chiunque voglia passare dall’abitacolo al sellino trovi il contesto ideale per farlo in sicurezza.



























