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Bici e salute: in Svizzera l’assistenza a domicilio corre su e-bike

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La sperimentazione di questo progetto partirà a Mendrisio in primavera.

Come rendere l’assistenza a casa per anziani e disabili ancora più tempestiva? In Svizzera, nelle prossime settimane, l’Associazione per l’assistenza e la cura a domicilio del Mendrisiotto e Basso Ceresio (ACD) metterà a disposizione dei suoi operatori quattro biciclette elettriche imitando una pratica già sperimentata con successo a Chiasso nel 2016. Lo scopo dell’ACD è quello di permettere ad anziani, disabili, malati o persone con disagio sociale di poter rimanere a casa propria grazie a cure infermieristiche e prestazioni socio-assistenziali svolte a domicilio. Finora tutto questo è stato possibile grazie agli spostamenti in macchina dei 200 collaboratori dell’associazione.

«Nel 2017 le ore di trasferta del personale sono state 25mila e hanno rappresentato circa il 10% del tempo totale di lavoro», spiega il direttore dell’ACD, Brian Frischknecht, convinto che il ricorso alle e-bike possa contribuire non soltanto ad accelerare gli spostamenti verso le case dei pazienti, ma anche a togliere qualche auto dalle strade di Mendrisio. «Siamo noi stessi generatori di traffico – ha aggiunto – e nella mission aziendale si è voluta inserire una sensibilità ai temi della responsabilità territoriale e sociale». A dimostrazione che la bicicletta può fare la differenza tanto quando si parla di salute, tanto quando si parla di città più vivibili.

Nella vicina Svizzera dove la bicicletta viene incentivata anche in orario di lavoro, l’esperimento che lega due ruote e salute rientra in un programma chiamato MoMoSan, per una mobilità più sostenibile nell’ambito socio-sanitario a Mendrisio dove il settore occupa 1800 lavoratori complessivi. L’ACD intanto sta già pensando a come utilizzare al meglio questa prima flotta di elettriche: visti gli appuntamenti concentrati soprattutto al mattino e alla sera, l’associazione potrebbe condividere, durante le ore libere, le e-bike con altri enti.