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Bicicletta e salute: pedalare fa bene alla memoria

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Bicicletta e salute

Bicicletta e salute, un binomio che funziona. Che pedalare faccia bene all’economia, al corpo e all’ambiente non è una novità per chi lo pratica regolarmente. Una ricerca, però, ha appena dimostrato che, come ogni forma di esercizio fisico, giova in modo diretto al funzionamento del cervello, in quell’area associata alla memoria. Michelle Voss, neuroscienziata del Dipartimento di Psychological and Brain Sciences dell’University of Iowa ha pubblicato uno studio sulla rivista scientifica Brain Communications dalla quale emerge che bastano una ventina di minuti di attività fisica per aumentare le increspature ippocampali, onde ad alta frequenza che partono dall’ippocampo e raggiungono altre aree del cervello fondamentali per rendere stabili i ricordi e organizzare le diverse informazioni che si vanno apprendendo.

Bicicletta e salute: il ruolo delle neuroscienze

Quattordici pazienti tra i 17 e i 40 anni, che erano sottoposti a monitoraggio neurologico hanno pedalato per venti minuti su una cyclette a ritmo costante e la loro attività cerebrale è stata registrata prima e dopo. L’osservazione delle onde ippocampali legate alla memoria era stata limitata finora agli animali da laboratorio ma con l’elettroencefalografia intracranica, una tecnica che utilizza elettrodi impiantati per misurare con precisione l’attività neurale nelle diverse regioni del cervello è stato possibile estenderla estenderla anche agli esseri umani. E questo ha fatto segnare un passo avanti molto significativo nel campo delle neuroscienze. Secondo Michelle Voss da anni la ricerca suggerisce che l’attività fisica migliori le funzioni cognitive, ma finora le prove provenivano soprattutto da test comportamentali o da tecniche di imaging non invasive. La registrazione diretta dell’attività neuronale dimostra invece che anche una singola sessione di esercizio può modificare rapidamente i ritmi cerebrali. Inoltre, i modelli osservati nei quattordici pazienti studiati risultano molto simili a quelli rilevati negli adulti sani attraverso la risonanza magnetica funzionale, suggerendo che l’effetto dell’esercizio potrebbe essere una risposta generale del cervello umano.