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Biossido di azoto, un killer che si può battere. Riducendo il traffico

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biossido azoto da auto diesel

Politiche efficienti di riduzione del traffico, all’interno delle grandi città possono tagliare le emissioni di biossido di azoto di oltre il 40%. A sostenerlo è l’ultimo studio Urban NO2 Atlas, curato dal Centro comune di ricerca (JRC), il servizio scientifico interno della Commissione Europea.

Obiettivo del report è supportare i responsabili politici nella progettazione di misure efficaci per ridurre le concentrazioni medie annue di NO2 nei centri urbani. I ricercatori hanno identificato le sue principali fonti di emissione in 30 città europee per l’Italia Milano e Roma).

Lo studio spiega come verrebbe “ripartita” questa riduzione: circa il 15% è legato alle autovetture diesel per passeggeri, il 13% ai camion e il 6% ai furgoni (principalmente diesel); la quota rimanente è associata ad altri tipi di veicoli come autobus e auto a benzina.

Biossido di azoto, 68 mila morti all’anno in Ue

Il biossido di azoto (No2) è uno tra i gas da traffico inquinanti più comuni, nonché uno dei principali “killer” per gli effetti che ha sulla salute umana. Nel 2016 In Europa si calcola abbia causato 68mila morti. Senza contare nella Ue il No2 continua a superare i limiti previsti in diverse città, e che è responsabile della formazione di particolato secondario (PM 2,5) un’altra sostanza nociva per gli esseri umani.

Quando conta il diesel

Le emissioni nazionali di ossido di azoto pro-capite differiscono tra i Paesi, con Lussemburgo, Irlanda, Austria, Belgio e Slovenia con valori più alti rispetto alla media europea.  La maggior parte dei valori alti sono dovuti a diversi fattori, come il numero di chilometri percorsi pro capite, un elevata percentuale di auto diesel nel Paese o dall’obsolescenza del parco veicolareAd eccezione di alcuni Paesi (ad esempio la Grecia), le auto diesel rappresentano generalmente la quota maggiore in termini di carburante utilizzato. Inoltre, la classificazione Euro dei veicoli mostra chiaramente una frattura tra i Paesi ad Ovest e quelli ad Est, con una proporzione maggiore di auto più nuove in Occidente.

Il biossido di azoto nelle città proviene principalmente dalle emissioni dei veicoli diesel: ad eccezione della Grecia, i veicoli a gasolio sono responsabili della maggior parte delle emissioni di ossidi di azoto nel trasporto su strada in tutti i paesi dell’Ue.

Nelle città analizzate il contributo del trasporto alle emissioni di No2 è in media del 47%.  Il valore minimo (20%) a Lisbona (dove sono invece elevate le emissioni marittime) i massimi (oltre il 70%) ad Atene e Milano.

Ricordiamo poi un altro recente report dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (Aea) secondo cui il nostro Paese detiene il triste primato europeo dei decessi dovuti al biossido di azoto, che nel 2016 hanno raggiunto quota 14.600.