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Bologna città 30, la bocciatura del Tar. E ora cosa succede?

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Dopo due anni dall’introduzione delle prime misure che hanno trasformato Bologna in una città 30 e contribuito a ridurre il numero di morti e feriti in incidenti stradali, ieri una sentenza del Tar dell’Emilia Romagna ha annullato il provvedimento con cui l’amministrazione di Matteo Lepore aveva ridotto il limite di velocità da 50 a 30 km/h. E ora che succede? In attesa della conferenza stampa ufficiale, in cui annuncerà i provvedimenti amministrativi che serviranno a bypassare i rilievi del Tar, nelle ore immediatamente successive alla sentenza Lepore ha anticipato alcune considerazioni: «La sentenza del Tar pone questioni burocratiche sugli atti alle quali siamo pronti a rispondere, ma conferma una cosa importante: la funzione pianificatoria del Comune sui limiti di velocità. La Città 30 quindi andrà avanti». Bologna dunque rimane una città 30 nei piani dell’attuale Giunta.

Intanto esultano le opposizioni, in prima fila il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, da sempre ostile a queste misure. Su alcuni giornali, come il Corriere della Sera, si legge che la sentenza è immediatamente esecutiva e che dunque è già tornato a Bologna il limite dei 50 km/h, ma non c’è grande chiarezza a riguardo. La decisione del TAR non affossa il progetto di Bologna, dal momento che la città può ancora fare ricorso al Consiglio di Stato come ultimo grado della giustizia amministrativa.

Nel suo primo anno di attuazione, Bologna come città 30 ha registrato numeri incoraggianti sul fronte della sicurezza stradale: -13% di incidenti e -11% di feriti e pure sui decessi c’è stato un calo (10 nel 2024, erano stato 18 nel 2023, 21 nel 2022). Esempi internazionali come quello di Helsinki dimostrano che è possibile, riducendo la velocità e costruendo città più a misura di persone, azzerare il numero delle morti per incidenti stradali. La Fondazione Michele Scarponi ha pubblicato un comunicato su Facebook. «Questa sentenza rappresenta un passaggio delicato ma non una sconfitta – hanno precisato Marco Scarponi e l’avvocato Tommaso Rossi – è un’opportunità per rilanciare, con ancora maggiore rigore tecnico, un modello di mobilità che salva vite e rende migliori le nostre città».

Zona 30 Roma
A Roma la zona 30 si allarga a tutto il centro storico. Una scelta coerente con quella delle grandi città europee.

La notizia della bocciatura del TAR è arrivata pochi giorni dopo la decisione del Comune di Roma di rendere il centro storico una zona a 30 km/h.