Bologna capitale italiana dell’eco-mobilità. Poi Venezia e Milano

    736
    Bologna
    L'eco mobilità di Bologna ancora una volta premiata come la migliore d'Italia.

    Bologna, Venezia, Milano. Sono, in quest’ordine, le tre città sul podio del report Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città promosso da Euromobility, associazione senza fini di lucro nata nel 2000 per promuovere presso imprese private, enti e pubbliche amministrazioni la figura del mobility manager. Per trovare Roma bisogna scendere al 18° posto – anche se la Capitale è risalita di due rispetto alla passata edizione – mentre la prima città del Sud è Bari alla 25ma posizione con Potenza che chiude la classifica.

    Bologna, 30 all’ora e non solo

    A incoronare Bologna come città più “eco-mobile” d’Italia ha certo contribuito la scelta dei 30 all’ora, ma la capitale emiliana, secondo Euromobility, può contare in modo determinante su altri elementi d’eccellenza: una rete di trasporto pubblico capillare ed efficiente con un alto numero di passeggeri, pochi morti sulle strade, buoni servizi di sharing mobility, uno dei più contenuti indici di motorizzazione e il parco circolante più ricco di veicoli a basso impatto. E, per finire una discreta qualità dell’aria a dispetto della posizione padana della città.

    Ma nel complesso dalla ricerca emerge che per il settore della sharing mobility non corrono certo tempi tranquilli: rispetto al 2022, infatti, lo scooter perde metà della flotta, e sono tre in meno le città dotate di car sharing. Se la cavano meglio le flotte di bici che, sebbene contino il 14% di veicoli in meno, servono una città in più, e i monopattini che, con quasi 40mila veicoli e 25 città coperte, rappresentano il servizio di mobilità condivisa più diffuso, in attesa di valutare gli impatti della stretta normativa avvenuta nel 2025.

    Il rapporto segnala, nelle 50 città prese in esame, la crescita (+0,7%) del tasso di motorizzazione (si attesta a 63,5%, mentre a livello nazionale si è sforata per la prima volta la soglia di 70 auto ogni 100 abitanti, +1,2%), anche se aumenta il numero di veicoli a basso impatto, che raggiungono complessivamente il 19,0% del parco nazionale.