

Negli scorsi giorni scrivevamo su BC degli ambiziosi piani di Roma: rendere ciclabile il 30% delle strade della Capitale (oggi lo è il 4%) grazie al nuovo Biciplan. Oggi rendiamo conto di un’evoluzione che non sembra puntare a quella direzione ambiziosa. “Siamo diventati ospiti indesiderati di un’infrastruttura a noi dedicata”, è il commento di Salvaciclisti Roma rispetto alla decisione di chiudere il lungo Tevere alle biciclette dalle 18 alle 2 di notte per i prossimi due mesi. Chi pedalerà in quell’ambiente così suggestivo dovrà scendere dal sellino e condurre il mezzo a mano.
Perché sul lungo Tevere a Roma hanno sospeso la ciclabile
Il Campidoglio ha già installato i cartelli che intimano a chi pedala di rispettare le nuove regole adottate perché, questa è la motivazione, è necessario garantire la sicurezza e il regolare svolgimento di Lungo il Tevere, festival culturale in programma fino a fine agosto. Il problema, fanno notare le associazioni e i ciclisti, è che chiudere il passaggio di quel tratto complica non poco il ritorno a casa dall’ufficio di molti pendolari in sella.
Ci si potrebbe armare di pazienza e portare il mezzo a piedi, ma oltre 1 km a piedi trasportando la bici non fa piacere a tutti. Sui social è stato pubblicato il documento, con la determina del comune in cui si predispone la sospensione della ciclabile lungo la banchina di magra destra idraulica del lungo Tevere. Questo blocco temporaneo per i prossimi mesi non ha fatto piacere a chi pedala tutti i giorni nella Capitale.
Sempre Salviciclisti Roma ha aggiunto: “In una città in cui l’amministrazione dichiara grandi interventi a favore della ciclabilità, si dovrebbe evitare il conflitto fra eventi di intrattenimento estivo e la mobilità ciclabile”. Il suggerimento è dunque quello di posticipare almeno alle 20 l’avvio dello stop al passaggio delle biciclette proprio per non mettere in difficoltà i ciclisti di ritorno dall’ufficio.


























