Benvenute Ciclovie della Transumanza. Una nuova, intrigante proposta di cicloturismo arriva dall’Abruzzo. Valorizza quelle aree interne dove la bicicletta è veicolo di un turismo sano, lento e profondo. E si ricollega a una delle più autentiche tradizioni dell’Italia preindustriale, quella della transumanza. Una tradizione che dal 2019 è riconosciuta dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità. Le antiche vie dei pastori sono oggi strade spettacolari che dall’Adriatico raggiungono i massicci dell’Appennino. Mettono in comunicazione un territorio di 15mila abitanti, ricco di spunti di visita ambientali, storici, culturali: chiese, palazzi e castelli, piccoli centri distribuiti nell’integro habitat naturale di due Parchi nazionali, quello del Gran Sasso e Monti della Laga e quello della Maiella.


Capofila del progetto è il comune di Cugnoli. Nel presentarlo, il vice sindaco Lanfranco Chiola lo descrive come “una sfida strategica: trasformare gli antichi cammini della memoria in un sistema strutturato, dove l’esperienza del territorio viene così trasformata in un prodotto turistico riconoscibile, organizzato e competitivo di cui già i primissimi prodotti sono sul mercato”. Sottolinea Roberto di Vincenzo, presidente del Carsa, partner privato del progetto, che “anche se molte di queste vie non esistono più nella loro forma originaria, le loro tracce restano impresse nel territorio, nei toponimi, nei paesaggi, nella cultura alimentare. Cammini e ciclovie diventano così un modo nuovo e allo stesso tempo antico di attraversare questi luoghi, ricucendo frammenti di storia e trasformandoli in esperienze contemporanee di viaggio lento”.




























