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Coronavirus, a Washington una piazza virtuale per donare bici a chi lavora

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Washington

Chi vuole donare una bicicletta compila un form online. Descrive il mezzo, se è una citybike o una mtb, e aggiunge alcune informazioni. Chi invece ha bisogno di una due ruote, perché in questo periodo di emergenza coronavirus è impegnato in una delle fondamentali attività essenziali, accede al portale, inserisce l’altezza e spiega qual è il tipo di due ruote che più gli farebbe comodo. A Washington, la capitale degli Stati Uniti, funziona così BikeMatchDC, un portale inaugurato con l’obiettivo di matchare domanda e offerta di biciclette in ottica solidale. Una volta trovata la coppia giusta, scatta la donazione.

Gli Stati Uniti sono forse il paese più colpito dall’emergenza coronavirus. La crisi economica in atto ha provocato la perdita di milioni di posti di lavoro. Iniziative come quella di BikeMatchDC nascono per dare un contributo, fosse anche minimo, per facilitare la quotidianità di chi è chiamato a lavorare in un periodo difficile. Da quando è scoppiata la pandemia i mezzi pubblici, oltre ad aver ridotto le corse, sono sempre meno frequentati per paura del contagio: la bicicletta resta un mezzo sicuro per spostarsi in solitaria.

«BikeMatchDC – si legge sul sito ufficiale – sta mettendo in contatto le persone che a Washington DC hanno bici in più con quelle che ne hanno bisogno». Basta compilare un breve modulo per registrarsi. Il database fornirà il mezzo in base ai bisogni e alla distanza geografica dal donatore. La consegna del mezzo, si specifica sul sito, avviene in un luogo aperto evitando qualsiasi tipo di contatto.

Sono tante le storie di solidarietà bike friendly ai tempi della pandemia. E arrivano anche dall’Italia: da ultimo, alcuni imprenditori di Molfetta (in provincia di Bari), che hanno voluto restare anonimi. Hanno donato due biciclette a pedalata assistita alla Croce Rossa per permettere la consegna gratuita di farmaci a domicilio per le persone più bisognose.