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Da Praga a Vienna in bici: highlights di un viaggio nel cuore d’Europa

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Lo skyline di Tábor, città utopica - foto © Ladislav Renner

Una cavalcata nel cuore dell’Europa, un percorso di 470 chilometri che collega due grandi capitali (e che offre, per questo, la comodità di facili collegamenti sia all’andata che al ritorno). Un itinerario, aggiungiamo, che permette di scoprire affascinanti località ancora non toccate dal turismo di massa. La ciclovia corre per la maggior parte in Cechia, attraversandone quattro regioni: la Boemia centrale, la Boemia meridionale, la Vysočina e la Moravia meridionale. Il nome ufficiale del percorso è Greenways Praha-Wien; e l’uso del plurale, greenways, non è affatto casuale: molte, infatti, sono le alternative offerte al viaggiatore a due ruote dalla ricchissima rete di piste ciclabili, sentieri e strade provinciali a basso traffico che attraversano il territorio ceco. Quale che sia la variante scelta, attraverseremo una serie di località ricche di fascino e di storia.

Lungo la Moldava

Il castello di Konopiště – foto © Nanetti

Da Praga la ciclovia risale a sud il corso della Moldava, l’itinerario affronta i primi saliscendi e conduce fino alla città di Benešov dove, a brevissima distanza, si trova il primo degli innumerevoli castelli che costellano l’itinerario. È quello di Konopiště, che fu residenza estiva dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria-Este assassinato a Sarajevo nel 1914; nel castello si conserva tuttora il proiettile. Da qui, il percorso prosegue attraverso i panorami bucolici della Boemia Centrale. Sebbene le altitudini massime non superino mai le poche centinaia di metri, il susseguirsi di salite e discese fa sì che a fine giornata si finisca con l’accumulare dislivelli di tutto rispetto. Conviene conservare un po’ di energie per andare alla scoperta di uno dei maggiori punti di interesse dell’itinerario: la città di Tábor con le sue affascinanti atmosfere e la sua storia peculiare. Fu fondata nel XV secolo da un gruppo di ussiti, che diedero vita a questo progetto di città ideale. Ne resta uno straordinario centro storico fatto di suggestivi vicoli che convergono su una grande piazza, che la sera si anima nei molti locali dove gustare un’eccellente birra.

In Boemia Meridionale

Il castello di Červená Lhota – foto © Nanetti

L’ingresso nella Boemia Meridionale segna anche l’incontro con  il palazzo di Červená Lhota, costruito su un’isoletta al centro di un piccolo lago, dall’atmosfera fiabesca. Solo una ventina di chilometri – costellati dagli ormai consueti saliscendi – separano da Jindřichův Hradec: tranquilla cittadina raccolta intorno al suo grande castello e affacciata sul lago Vajgar,  fu in epoca medievale uno dei maggiori centri della Boemia. Da qui in avanti si pedala su un percorso via via più selvaggio e immerso nella natura: i grandi boschi di abeti rossi si fanno sempre più frequenti, si pedala spesso su sentieri sterrati, i paesi sono più piccoli e meno numerosi e non mancano incontri a distanza ravvicinata con grandi falchi che sorvegliano il territorio o tranquilli caprioli che attraversano senza timore la strada.
Jindřichův Hradec, del resto, è considerata la porta d’ingresso a una zona chiamata Canada Boemo per i suoi panorami di colline, laghi e foreste. La tappa successiva  segna l’incontro con la città di Telč, da molti considerata l’esempio più puro di Rinascimento italiano a nord delle Alpi. Anche qui c’è un castello e un grande parco, anche qui c’è un piccolo lago; ma ad attirare l’attenzione è soprattutto l’enorme piazza circondata dalle case d’epoca con i tipici frontoni colorati: un insieme straordinariamente armonioso ed elegante.

Sulla Cortina di Ferro

Memorie della Guerra Fredda nei pressi di Čížov- foto © Nanetti

L’itinerario a questo punto si dirige verso la Moravia meridionale; attraverso tranquille strade asfaltate si attraversano cittadine che vantano curiosi primati (come Dačice, dove è stata inventata la zolletta di zucchero), si costeggiano campi e castelli per poi giungere, dopo una ripida discesa, alla grande diga di Vranov. L’Austria è ormai a pochi chilometri in linea d’aria; ma c’è ancora tempo per pedalare dapprima tra i folti boschi del Parco Nazionale di Podyjí e poi  congiungendosi con la Ciclovia della Cortina di Ferro (ve l’avevo raccontata in questo articolo) a costeggiare quello che fu un tempo il confine tra l’Est e l’Ovest dell’Europa. Nei pressi di Čížov, un memoriale ricorda quell’epoca e conserva un tratto delle barriere di filo spinato. Da qui in avanti, si pedala tra morbide colline coltivate a vite: una zona che ospita un vigneto, Šobes, celebre per il suo Pinot grigio, e che consente una piacevole pausa di degustazione. Una ripida discesa fino al fiume Dyje e un’altrettanto ripida salita sull’altro versante portano al capoluogo della zona, la città di Znojmo, arrampicata su un promontorio roccioso.
Vienna dista poco più di cento chilometri, prima di varcare il confine resta da scoprire l’incantevole scenario in cui sono immersi i palazzi ‘gemelli’ di Lednice e Valtice, Patrimoni mondiali dell’Unesco. Gran parte del percorso è ormai alle spalle e, insieme ad esso, un affascinante viaggio attraverso un paese, la Cechia, che conferma la sua sempre più marcata vocazione al cicloturismo. Ne trovate la riprova sul sito ufficiale dell’ente del turismo della Cechia, che offre pagine ricche di spunti sull’offerta cicloturistica complessiva del Paese.