Si amplia la mappa delle città europee che mettono al bando i monopattini elettrici in sharing, fino a qualche anno fa tra i mezzi più diffusi nel settore della micromobilità. Questa volta a sbarrare la strada agli escooter è la stata la città di Praga, dove di recente il consiglio comunale ha deciso di introdurre regole talmente stringenti da rendere di fatto antieconomico per le società del settore mantenere attivo il servizio.
Le nuove regole per i monopattini a Praga
Sono Lime e Bolt le due aziende finora presenti a Praga con un servizio in sharing di monopattini e bici elettriche. Dal primo gennaio 2026 non si potrà più parcheggiare un escooter nel centro città, ma sarà consentito soltanto circolare a bordo di uno noleggiato in periferia. Va da sè che in pochissimi noleggerebbero un monopattino fuori dal centro per entrarci e poi uscirne soltanto per parcheggiarlo di nuovo.
Il motivo per cui i monopattini elettrici a Praga verranno di fatto banditi a breve è simile a quello avanzato anni fa dalla sindaca Anne Hidalgo a Parigi, città dove il divieto è in vigore: la sicurezza. Le autorità e i cittadini hanno lamentato un utilizzo pericoloso di questi mezzi, in particolare da parte dei turisti. Nel 2024 c’è stato un morto e si sono verificati 47 incidenti.
Dà da riflettere tuttavia questa misura draconiana contro un mezzo quando gli incidenti automobilistici in città lo scorso anno sono stati quasi 12mila. Eppure nessuno si è azzardato a proporre una cacciata dei mezzi a motore. La geografia dei servizi di monopattini in sharing in Europa da tempo si sta restringendo con anche Madrid che ne ha vietato l’uso nel 2024. Rekola e nextbike sono i due servizi attivi a Praga per quanto riguarda il bike sharing e per il momento funzionano per cittadini e residenti.



























