Ad agosto ha fatto parecchio discutere la decisione dell’amministrazione comunale di Como di imporre una serie di limiti stringenti alle persone che pedalano: non è infatti più possibile andare in bici in una trentina di vie pedonalizzate del centro storico. La settimana scorsa le nuove regole sono entrate in vigore e la Polizia Locale ha iniziato a monitorare la circolazione delle bici nel vie del centro. Il sindaco Alessandro Rapinese ha motivato la scelta partendo da un episodio che lo ha riguardato in prima persona. «In altre città prima il bambino finisce in ospedale, poi la politica si muove, in questo caso non sono finito nemmeno in ospedale, sono stato centrato da una bici, ho raccolto informazioni e da lì è nato il provvedimento».
Nel complesso a Como a far storcere il naso è stata la nuova Zona traffico limitato (Ztl), che ha aggiornato le regole anche per quanto riguarda i mezzi della logistica che riforniscono i locali del centro. La scelta però di obbligare i ciclisti a scendere dalle bici e condurle a mano ha attirato l’attenzione della stampa nazionale e internazionale. L’ordinanza, ispirata alla sicurezza dal punto di vista della Giunta, finirà invece secondo molti a scoraggiare la mobilità ciclistica. «Esistono zone “biciclette a mano“ in tutta Europa – è stata la replica del primo cittadino – Eppure c’è chi, rifiutando l’evidenza, vuole negarlo». Non è la prima volta in Italia che la scelta di chiudere strade alle bici genera malcontento, come era accaduto a Palermo.
Da notare che l’ordinanza ha coalizzato un fronte di critiche che hanno visto allearsi associazioni, Fiab in testa, comitati di cittatini e gli stessi commercianti. Interpellata dalla stampa locale, Fiab ha replicato attraverso Marco Fardelli, coordinatore della Lombardia. «Riteniamo che sia un provvedimento vessatorio per chi usa la bicicletta per gli spostamenti quotidiani.Come federazione ribadiamo la nostra contrarietà, sia a questo genere di provvedimenti che all’utilizzo di biciclette elettriche non conformi ai dettami del Codice della Strada».




























