Donne e mobilità. è il titolo di un convegno organizzato a Bologna martedì 20 gennaio – qui il programma della giornata – per approfondire le due facce di un tema emergente nella ricerca e nella pianificazione degli spazi urbani. Da un lato quello di elaborare dati su come si muovono le donne, in città che ignorano la specificità delle loro esigenze, al fine di migliorare accessibilità e sicurezza dello spazio urbano. Dall’altro fare il punto sul lavoro delle donne nella mobilità (dalla pianificazione alla ricerca, senza dimenticare il loro ruolo nelle agenzie di trasporto pubblico), per promuoverne e valorizzarne competenze.
Lanciato da Anna Donati, presidente di Roma Servizi per la Mobilità, e raccolto da un ventaglio di associazioni e agenzie (RSM, Isfort, TRT, Sipotra, Federmobilità, Asstra, Tper), il convegno Donne e mobilità ha trovato casa e patrocinio nel Comune di Bologna, non a caso la città italiana dalla migliore mobilità ciclistica secondo il Copenhagenize Index 2025. Si propone come obiettivo quello di fare rete tra esperienze in corso e lanciare una carta delle donne nella mobilità che spinga all’azione istituzioni, aziende pubbliche e private, amministrazioni, ministeri, esperti. Sensibile agli obiettivi della giornata, ha aderito all’iniziativa anche Fiab, la Federazione italiana ambiente e bicicletta: e sulla stessa lunghezza d’onda, la nostra redazione ha dedicato al tema un corposo dossier sul numero fresco di stampa di BC.
Vi offriamo qui, in anteprima, un estratto pdf del dossier curato da Elisa Gallo. Gli articoli di cui si compone presentano le prime esperienze compiute in Italia di urbanistica di genere, o femminista, a partire dagli Atlanti di genere realizzati per varie città italiane dalle architette Florencia Andreola e Azzurra Muzzonigro, fondatrici di Sex and the City. Aprono una finestra su esperienze estere come quelle di Vienna, dove da trent’anni l’approccio di genere è integrato nella pianificazione urbana della pubblica amministrazione. Propongono un’intervista a Melissa e Chris Bruntlett, che nel loro Women changing cities raccontano esempi di città trasformate sotto la leadership femminile.



























