Priorità per i ciclisti, a seguire i mezzi a motore. Questo è il messaggio chiaro che trasmette una strada diversa dalle altre a Cambridge, in Inghilterra. Come spiega la BBC questa è la prima cycle street del Paese, un’infrastruttura che si sviluppa lungo Adams Road, utilizzata ogni giorno da circa 3mila persone in sella. A rendere la strada particolare è anche la colorazione: dipinta di rosso, assomiglia senz’altro a una ciclabile ma è molto più larga degli standard con spazi ampi anche per quanto riguarda i marciapiedi.
La prima cycle street inglese
L’investimento è stato di 2,4 milioni di sterline, necessari per modificare questa via ridando spazio pubblico alle persone e sottraendolo alle auto. A queste ultime non è stato vietato l’accesso: semplicemente chi guiderà lungo Adams Road dovrà fare ancora più attenzione del solito per la sicurezza di chi pedala o cammina. Sono stati inoltre rimossi i parcheggi per aumentare la sicurezza. «Le auto sono ora incoraggiate a comportarsi in modo leggermente diverso sulla strada», è la testimonianza ottimista di una residente che ha raccontato quanto una strada tutto sommato ordinaria, dove spesso ciclisti e pedoni non si sentivano sicuri, sia cambiata. Come spesso capita con simili interventi urbani il dibattito tra favorevoli e contrari non manca in una città che punta come molte altre in Europa a intervenire sulla sicurezza stradale.
E la nostra Strada urbana ciclabile?
Il primo esempio inglese di cycle street ci dà l’occasione per ricordare che in Italia iniziative simile sono previste dal nuovo Codice della Strada anche se ancora non sono così diffuse. Sono le strade urbane ciclabili: a un’unica carreggiata, prevedono il limite di velocità di 30 Km/h e le bici hanno la priorità. Non sorprende sia stata Bologna, alcuni anni fa, a sfruttare l’occasione di cambiamento verso la città 30 per lavorare anche su questo fronte.




























