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FVG Bike Trail anno terzo: iscrizioni aperte, appuntamento al 3 settembre

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L’appuntamento è a Udine, partenza il 3 settembre, le iscrizioni sono aperte sul sito ufficiale dell’evento, noi ne abbiamo pedalato una parte in anteprima. La terza edizione dell’FVG Bike Trail è guidata dall’immagine del mosaico, mette insieme una composizione di natura, paesaggio, memoria e arte. Lo fa con il pragmatismo tipico della gente del Friuli Venezia Giulia ma ci aggiunge estro, inventiva e uno sguardo anticonvenzionale nei confronti del proprio territorio. E un’opera d’arte è anche la maglia ufficiale dell’evento: ideata dalla maestra Cristina De Leoni, l’opera Frammenti d’insieme porta la firma della Scuola dei Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo che accolgono allievi da venti nazionalità. “Nei percorsi del 2026 non c’è il mare, ma l’acqua non manca” spiega Simone Braidotti, track designer della manifestazione. L’alveo del Tagliamento, dove fiume e tempo lavorano all’unisono plasmando la materia prima dei mosaici, viene attraversato più volte.

FVG bike trail: i quattro percorsi

Gli organizzatori di PM2 credono nelle potenzialità esplorative della bicicletta, al punto che l’edizione 2026 non ha un solo chilometro in comune con quella dello scorso anno.  Il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli ha orientato la scelta del tracciatore sulla parte occidentale del Friuli Venezia Giulia. E dopo due edizioni con la doppia opzione su terreni ibridi, i percorsi della manifestazione che scatterà il prossimo 3 settembre da Udine raddoppiano. Nel gravel si può scegliere fra il percorso unlimited da 400 km (6400 m di dislivello) e l’unconventional da 200 km (2500 m di dislivello), nella strada (foto a fianco) si può optare per l’unlimited da 400 km (6900 m di dislivello) e per l’unconventional da 270 km (3400 m di dislivello).

Gemona del Friuli (a fianco il Duomo ricostruito dopo il sisma) e Venzone, i due centri maggiormente danneggiati dal terremoto del 1976, sono il fulcro dei quattro i percorsi. Non si pedala guardando il cronometro ma il paesaggio. E facendo delle soste lungo il tragitto. Per chi ha voglia e tempo per immergersi nella storia del luogo, a Venzone c’è Tiere Motus museo che ricostruisce la cronistoria dello sciame sismico che colpì il Friuli fra il giugno e il settembre del 1976. Non mancano le salite, dal “balcone” di Clauzetto alla Forcella di Passo Rest, dall’ascesa a Piancavallo all’Altopiano del Cansiglio. Strade sterrate, sentieri, single track e strade forestali sono il tratto peculiare dei percorsi per gravel e mountain bike, mentre l’opzione road mantiene la stessa filosofia unsupported muovendosi interamente su asfalto, sfruttando le ciclovie dell’articolato network del Friuli Venezia Giulia e una serie di strade secondarie a bassa intensità di traffico motorizzato.

FVG Bike trail: soste di gusto

“Dall’analisi dei dati delle due precedenti edizioni – spiega Giacomo Miranda, co-founder della manifestazione – è emerso come, per alcuni partecipanti, l’FVG Bike Trail abbia rappresentato il debutto nel bikepacking unsupported. Ma c’è un altro dato altrettanto interessante: per il 37% dei partecipanti del 2025 si è trattato del primo soggiorno in Friuli Venezia Giulia”. Fra gli elementi in grado di attrarre gli utenti provenienti da fuori regione (al 57% italiani e al 22% stranieri nel 2025) non si può non menzionare il ricchissimo patrimonio enogastronomico locale. Si transita da San Daniele del Friuli, terra del rinomato prosciutto crudo, e si toccano località in cui la buona tavola è pilastro fondamentale della qualità della vita: dal frico (foto a fianco) ai cjarsons, dai blecs al musèt, dalla pitina agli strucchi ce n’è davvero per tutti i gusti. La refrattarietà alle barrette energetiche può essere curata con una bella fetta di gubana, un dolce lievitato arricchito da un ripieno di noci, pinoli, uvetta e grappa.