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Cicloturismo, tre giorni con Fiab e ActiveItaly per scoprire un’Italia slow

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Il cicloturismo in Italia, un fenomeno in crescita e una risposta sostenibile ai problemi dell'overtourism.

Giornate del cicloturismo, un’occasione per conoscere e approfondire tutti i vantaggi e le tematiche relative a un modo di viaggiare che sta sempre più diffondendosi anche in Italia. Da venerdì 19 a domenica 19 giugno Fiab in collaborazione con ActiveItaly (la rete di tour operator italiani che si occupano di turismo attivo e sostenibile) propone una tre giorni di appuntamenti per promuovere il turismo su due ruote, per immergersi nei territori e nei loro straordinari, e spesso troppo poco conosciuti, tesori architettonici, culturali, ambientali e gastronomici. Sono oltre 300 gli eventi già programmati in tutta Italia e raccolti su andiamoinbici.it che permettono di scegliere quello più adatto al tempo a disposizione e alla preparazione. Perché – ed è importante sottolinearlo – il cicloturismo non è per chi ha il cronometro e il cardiofrequenzimetro sempre sott’occhio, ma per chi vive la bicicletta come scoperta e come scelta di un modo diverso di vivere la mobilità, anche in risposta all’overtourism e al turismo mordi e fuggi, con le giuste soste che facilitano lo stare insieme.

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Il bicigrill di Nomi, in Alta Vallagarina, lungo la ciclovia dell’Adige, quando cicloturismo vuol dire economia sul territorio.

Cicloturismo, il bello della lentezza

«Le Giornate Nazionali del Cicloturismo raccontano quanto la bicicletta sia uno strumento di sviluppo territoriale, di inclusione sociale e di rigenerazione delle economie locali – dice Susanna Maggioni, vicepresidente Fiab e referente dell’area cicloturismo – Pedalare significa conoscere i luoghi con lentezza, creare relazioni, dare valore ai territori e alle comunità che li abitano. Siamo convinti che il cicloturismo rappresenti una grande opportunità per un’Italia più sostenibile, accogliente e vivibile, sia per chi la attraversa che per chi la vive ogni giorno. Cicloturismo e ciclabilità urbana sono infatti strettamente collegati, ma non puoʻ esserci né l’uno né l’altra senza sicurezza stradale per gli utenti vulnerabili. Utenti preziosi, che portano reale ricchezza a città e territori, sia in termini di spesa che di risparmi per la collettività» organizzati dalla rete delle sezioni locali della Federazione italiana ambiente e bicicletta.

Secondo un recente report si stima che siano 49 milioni le presenze cicloturistiche nel nostro Paese nel 2025, un turismo che porta sui territori 6,4 miliardi di euro.