Sulla cartina delle città 30 continuano a spuntare comuni che in Europa decidono di ridurre il limite di velocità. Glasgow, tra le città più grandi in Scozia, ha intenzione di introdurre questa novità entro la fine dell’anno, con più fasi come da prassi quando si chiede un cambiamento così radicale sulle strade e nelle abitudini dei cittadini. Stando alla stampa il progetto rientra nel più ampio piano nazionale che punta proprio alla realizzazione di città a 20 miglia orarie.
La decisione del Glasgow City Council dovrebbe impattare la maggior parte delle 3.700 vie della città, lasciando entro la fine dell’anno meno di 700 vie con il limite di velocità a 30 miglia orarie (quasi 50 km/h). Come ha spiegato l’esperto di mobilità sostenibile Andrea Colombo, «la decisione del Consiglio comunale è arrivata dopo la revisione della legislazione e delle linee guida a livello nazionale, che ha reso possibile l’introduzione diffusa di limiti di velocità di 20 miglia orarie in ambito urbano». Per sensibilizzare i cittadini sarà pubblicata una dashboard online per conoscere come la velocità si sta riducendo nella propria zona.
La notizia riguardante Glasgow è arrivata poche settimane dopo la sentenza del TAR dell’Emilia Romagna che ha annullato il provvedimento di Bologna Città 30. La Giunta guidata da Matteo Lepore ha deciso di non fare ricorso al Consiglio di Stato, preferendo proseguire con gli obiettivi della città 30 emettendo nuove ordinanze. Intanto pochi giorni fa il capoluogo emiliano ha pubblicato altri dati che confermano il contributo fondamentale in termini di sicurezza stradale della riduzione della velocità in ambito urbano.
Nel report 2025 si legge di un un «calo sostanziale», -38%, delle persone decedute a seguito di incidenti stradali. «Diminuiscono anche gli incidenti stradali (di oltre il 13%) e le persone ferite (di un po’ meno del 5%)». Cambiano le latitudini, ma non gli obiettivi: a Glasgow, come altrove, le città 30 vengono realizzate per salvare vite.




























