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Granelli, l’assessore assolto dal concorso in omicidio stradale. Ecco le motivazioni

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Il fatto non sussiste. La sentenza era arrivata il mese scorso, ora sono state pubblicate le motivazioni. Il giudice dell’udienza preliminare Alberto Carboni ha doppiamente assolto Marco Granelli, ex assessore alla Mobilità del Comune di Milano (oggi responsabile della Cura del territorio) in un processo che lo ha visto imputato per concorso in omicidio stradale. I fatti riguardano i decessi di Cristina Scozia, ciclista che nel 2023 è stata investita da una betoniera in città, e di Veronica D’Incà, investita lo stesso anno in viale Brianza nei pressi di piazzale Loreto. Su BC abbiamo ricostruito la vicenda: Granelli aveva chiesto il rito abbreviato.

Sulla sua pagina Facebook l’assessore ha commentato così la vicenda. “Dobbiamo lavorare sempre di più per la sicurezza stradale, per una mobilità di tutti e che riduca gli incidenti stradali, come quelli tragici che hanno visto rimanere uccise due donne in questi due incidenti a Milano; più di 3.000 persone ogni anno in Italia”. Granelli, in qualità di ex responsabile della Mobilità nel capoluogo lombardo, era stato accusato dalla Procura di non avere messo a norma le ciclabili lungo le quali sono avvenuti gli incidenti mortali. Le sentenze del gup hanno invece evidenziato che le piste non inducono in confusione. Tra le accuse smontate dalla sentenza, la mancanza di un semaforo dedicato alle biciclette (non esiste alcun obbligo di legge a riguardo) e la soluzione dei pittogrammi a forma di bicicletta tracciati sull’asfalto (previsti dal Piano Generale della Mobilità Ciclistica elaborato e approvato nel 2022 dal Ministero dei trasporti).

Quando era emersa l’accusa da parte della Procura il sindaco di Milano Beppe Sala era intervenuto dicendo che “se dovesse passare l’idea che le piste ciclabili possono essere fatte solo se protette da cordoli, abbiamo finito di fare piste ciclabili a Milano”. Nel rispondere a quanto gli è stato imputato finora Granelli ha spiegato che per migliorare la sicurezza stradale occorre che gli automobilisti rispettino il Codice della Strada e prestino particolare attenzione a pedoni e ciclisti specie negli incroci e nelle svolte.

Negli ultimi anni a Milano il dibattito sulla sicurezza degli utenti attivi della strada ha registrato critiche anche nei confronti della politica cittadina. Dalla pandemia in poi sono diventate d’altra parte centrali alcune infrastrutture inaugurate proprio nei primi mesi di pandemia, come la ciclabile di Corso Buenos Aires che al netto di alcune posizioni ideologiche ha garantito ai ciclisti una direttrice oggi indispensabile.