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Il Giro malato in due romanzi tra delitti, doping e passioni tradite

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Il ciclismo professionistico, i suoi intrecci sempre più stretti con il doping e il mondo torbido dei trafficanti di fialette sono al centro di due recenti romanzi che mettono al centro il Giro d’Italia e il suo contorno fatto di direttori sportivi, sponsor, passione popolare. Due libri diversi che guardano da una parte al dramma personale di un giovane che per vincere è disposto a tutto e dall’altra a uno strano incidente che costa la vita al favorito, finito banalmente fuoristrada durante una discesa di allenamento.

omiIl commissario Attila e la sua squadra scalcagnata di ex atleti, ex drogati, ex farabutti sono i protagonisti di Omicidio al Giro di Paolo Foschi (edizioni e/o, 160 pp.), un noir che si snoda tra silenzi, complicità e rimandi a vicende tragicamente note, come quella di Marco Pantani. E che si risolve a Sanremo dove la grande kermesse del Giro d’Italia si prepara a iniziare l’edizione del 2015. Paolo Foschi giornalista è al suo quinto giallo a sfondo sportivo: il primo, Delitto alle Olimpiadi, nel 2013 era stato premiato nel concorso indetto ogni anno dal Coni.

Scanned DocumentDi tutt’altro tenore Fatto di sangue di Francesco Ricci (Ediciclo, 256 pp.) che, a dispetto del nome nulla a che vedere con delitti e indagini poliziesche. Al centro della vicenda il lato peggiore del ciclismo professionistico, quello fatto da medici stregoni e direttori sportivi senza scrupoli, che vogliono fare di un ragazzo dallo straordinario talento il più giovane vincitore del Giro d’Italia. Un romanzo che scava nell’animo dei protagonisti, che guarda agli aspetti psicologici più che a quelli medico sportivi. Una storia di passioni forti, che non fa sconti a nessuno, tra l’adrenalina delle gare, lo sguardo complice dei giornalisti, il carrozzone da festa paesana delle corse e, unica, vera sconfitta, la passione popolare, quella dei bar di paese, tradita da campioni sempre più costruiti in laboratorio.