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La storia di Simone Avataneo, l’ingegnere che si è licenziato per girare il mondo in bici

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«L’idea del viaggio intorno al mondo è nata per andare nel sud est asiatico nel modo più autentico per me, in bici. Poi mi sono detto: se davvero arriverò lì perché non continuare? Proseguirò infatti verso il deserto australiano, il sud America e infine l’Africa». Simone Avataneo, 28 anni, vive ad Andonno in provincia di Cuneo dove il primo febbraio darà il via a un progetto di vita molto ambizioso. «Quello che ho fatto finora è stato un lavoro soprattutto mentale, perché le gamba basta farle girare – ha spiegato a BC -. Abbandonare casa, lavoro e famiglia significa per me scoprire una vita autentica».

Il percorso di Simone

In un video pubblicato sui social Simone Avataneo ha detto che «questo progetto è nato per un amore verso la vita, un affidarsi alla vita e alle persone». BC lo ha intervistato nel suo penultimo giorno di lavoro prima delle dimissioni da ingegnere delle telecomunicazioni ed esperto di consulenza informatica. Lunedì prossimo farà una diretta su Instagram per raccontare la propria storia alla vigilia della partenza ai tanti curiosi che lo stanno spronando.

Sul suo profilo – ciclismo_zen – Avataneo si presenta non come un cicloturista improvvisato. Ha alle spalle e nelle gambe viaggi in Italia e in Europa. A caratterizzare in particolare modo il giro del mondo in sella è una sua personale battaglia per sensibilizzare le persone sul bullismo. I fatti di cronaca raccontano delle tante fragilità che riguardano i minori, di tutte le età. E in un periodo storico dove si alzano muri, la bicicletta si conferma come un mezzo pacifico per attraversare territori e culture, facendo incontrare fra di loro le persone.

«Con questo viaggio voglio fare una raccolta fondi in favore della Fondazione Carolina», che previene e cura il cyberbullismo. Una scelta che è frutto di un’esperienza personale. «Ai tempi delle superiori venivo sempre preso di mira». Con la bicicletta viaggerà in solitaria in luoghi lontani, estremi per molti punti di vista. «Ho due paure – ci ha confidato -. La nostalgia di casa ma anche di non riuscire a completare il viaggio. Io però ho sempre scelto cose difficili nella mia vita. Accetto la paura e lascio che vada via da sola”.