La Legge di Bilancio 2026 è stata varata dal Consiglio dei Ministri il 17 ottobre. Dal successivo dibattito politico e dall’attenzione data dai media è rimasto sotto silenzio il tema della mobilità urbana. Eppure una lettura attenta di articolato e tabelle del documento non lascia margini di dubbio. Meno infrastrutture di trasporto pubblico, meno mobilità sostenibile, meno piste ciclabili, meno investimenti. Nessun finanziamento per nuove opere e servizi di mobilità pubblica e per interventi di sicurezza strada. Qui di seguito, in cifre, la preoccupante sintesi di quello che la Legge di Bilancio 2026 (non) prevede nel campo della mobilità urbana. La speranza è che da qui a fine anno la discussione parlamentare che precede l’approvazione finale della legge possa correggere almeno in parte il quadro.

Legge di Bilancio 2026, capitolo tagli

Queste le voci macro dei tagli al trasporto pubblico e alla mobilità sostenibile.
-80 M€ allo sviluppo delle metropolitane di Roma, Milano e Napoli, mentre l’Italia dovrebbe accelerare per recuperare lo storico gap col resto d’Europa (l’intera rete italiana è inferiore a quella di singole città come Madrid o Parigi)
-12 M€ al Fondo mobilità sostenibile, destinato al rinnovo ecologico del parco autobus, ciclovie urbane e turistiche, trasporto merci su ferro, mezzi a idrogeno, etc.
-2 M€ al Fondo ciclovie urbane, che viene così azzerato, dopo che l’anno scorso erano stati definanziati i restanti investimenti per la ciclabilità (-47 M€ per le piste ciclabili urbane e -31,9 M€ per le ciclovie turistiche)
-159,5 M€ al Fondo per lo sviluppo infrastrutturale del Paese – capitolo “trasporti e viabilità”, dopo che l’anno scorso era stato tagliato il capitolo “mobilità sostenibile e sicurezza stradale” (per -70,3 M€)

I mancati finanziamenti

0 € per adeguare il Fondo Nazionale Trasporti, che è strutturalmente sottofinanziato: per i sindacati e le associazioni di categoria delle aziende di TPL mancano almeno 800 milioni e in termini reali il valore del fondo è calato di oltre un terzo, -36%, rispetto al 2009 (rapporto Pendolaria di Legambiente)
0 € per finanziare le nuove opere di Trasporto Rapido di Massa nelle città (metropolitane, tramvie, ferrovie urbane, etc.), dopo che a maggio è scaduto l’Avviso pubblico del Ministero per raccogliere i progetti dei Comuni, che per la prima volta era una ricognizione a risorse zero
0 € per finanziare l’attuazione del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2030 che vale 1,4 miliardi (e già lo scorso anno era stata ridotta di -4,6 M€ la spesa del Ministero per “interventi di sicurezza stradale e per l’educazione stradale”), mentre a metà del periodo le persone morte sulla strada sono diminuite solo del 5% rispetto all’obiettivo del -50%

Il Piano Sociale per il Clima

Al quadro si aggiunge la constatazione che le risorse del Piano Sociale per il Clima, 7 miliardi di euro destinati dall’Europa all’Italia cui si aggiungono 2,3 di co-finanziamento statale, vengono vincolate, per quanto riguarda il settore della mobilità, a comprare nuovi autobus. Il dispositivo varato dall’Unione Europea per accompagnare la transizione ecologica in modo socialmente sostenibile viene così allontanato dalla finalità originaria di aiutare famiglie e imprese che si trovano in una situazione di vulnerabilità alla cosiddetta “povertà dei trasporti”, ad esempio mediante voucher per l’uso di mezzi pubblici e servizi di sharing come avvenuto in altri Paesi europei.
* Andrea Colombo – esperto in mobilità sostenibile e sicurezza stradale.