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Mercato bici, il calo continua. I dati 2025 e il campanello d’allarme di Ancma

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Ancora calato, nel 2025, il mercato bici. Sono stati presentati ieri nella location industriale dello stabilimento Pirelli di Bollate, alle porte di Milano, i dati raccolti ed elaborati da Ancma, l’Associazione nazionale ciclo motociclo e accessori aderente a Confindustria. Confermano la difficile congiuntura già riscontrata negli anni precedenti per il mercato italiano della bicicletta. In sofferenza si manifesta soprattutto la domanda interna. Se non stupisce il segno nuovamente negativo della vendita di biciclette tradizionali, che registrano una nuova flessione (-3%) rispetto al 2024, sorprende il calo ancora più accentuato delle e-bike. I modelli a pedalata assistita venduti nel 2025 sono stati 256mila, il 7% in meno rispetto all’anno precedente.

Fanno evidentemente fatica, le e-bike, a rappresentare la soluzione ottimale per la mobilità quotidiana, diversamente dai paesi a ciclabilità più avanzata, dal Belgio alla Germania, dove già da qualche anno – lo avevamo raccontato qui – le vendite di bici elettriche hanno superato quelle delle bici convenzionali. Il dato è stato al centro della riflessione della conferenza stampa. È vero, come ha sottolineato il presidente di Ancma Mariano Roman – che si scontano “le distorsioni generate dalla crescente diffusione di veicoli impropriamente caratterizzati come biciclette elettriche”, e sul tema l’associazione preme sul governo chiedendo chiarezza normativa e contrasto all’illegalità. Ma al calo delle e-bike, e più in generale del mercato, contribuiscono largamente – come evidenziato da Piero Nigrelli, direttore del settore bici di Ancma – la mancanza di infrastrutture ciclabili e la percezione di insicurezza per chi pedala nei nostri centri urbani.

Dati più confortanti arrivano dal fronte industriale: + 6% per la produzione di biciclette tradizionali, che ha raggiunto il milione e 805mila unità sospinto da un +11% dell’export, e una bilancia commerciale che per il complesso del settore ciclo rimane positiva (+172 milioni di euro) e sostanzialmente allineata all’anno precedente. Un risultato che nella valutazione di Ancma conferma la buona competitività della filiera italiana, anche in una fase di mercato segnata da disomogeneità e punti di debolezza. Da questa pagina del sito di Ancma è disponibile al download il dettaglio dell’indagine di mercato.