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Mercato bici, Ecf: 50 milioni di vendite all’anno entro il 2030

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Secondo i dati forniti da Ecf l'e-bike, entro il 2030 raggiungerà la cifra di 30 milioni di modelli all'anno.

Mercato bici in grande espansione: entro il 2030 la vendita  potrebbe raggiungere i 50 milioni di modelli l’anno. Sono i dati riportati dalla Federazione europea dei ciclisti (Ecf) sulla base delle statistiche sul mercato delle e-bike elaborate da Conebi (l’associazione europea dei produttori di biciclette) e le tendenze generali nel settore della mobilità nelle aree urbane e suburbane. Il rapporto, presentato in occasione di Eurobike, sostiene che l’incremento delle vendite sarebbe trainato soprattutto dalle e-bike (con 30 milioni di vendite annuali) seguite poi dai modelli più tradizionali (20 milioni).
Ecf ha poi stimato che tra il 2015 e il 2017 le vendite di bici elettriche sono aumentate del 22%; ma l’incremento potrebbe essere ancora maggiore se si creassero condizioni più favorevoli alla mobilità ciclistica.

Mercato bici: un potenziale poco sfruttato

Attualmente solo l’1% della popolazione europea si definisce “ciclista impavido e forte”, mentre circa il 6% si definisce appassionato di ciclismo. Un altro 60% è interessato ma preoccupato per le condizioni difficili che deve affrontare chi si muove in bicicletta. Questo significa che il mercato ha un potenziale di 343,4 milioni di potenziali ciclisti, che non sono però tali perché lamentano scarsa sicurezza e la mancanza di infrastrutture adeguate. In parole povere, un ambiente che si basa sulla mobilità attiva e non sul trasporto motorizzato.
Ma come costruire questo ambiente?

Ecf ha identificato le caratteristiche essenziali per la creazione di un ambiente adatto ai ciclisti.

In primo luogo sono necessarie piste ciclabili sicure e confortevoli, insieme alla conversione e creazione di spazi pubblici che favoriscano la mobilità di ciclisti e pedoni. Secondo Ecf, il 20% del bilancio destinato ai trasporti dovrebbe essere dedicato alla bicicletta e gli investimenti della Ue raggiungere i 3 miliardi di euro nel periodo 2021-2027 e i 6 entro il periodo 2028-2034.

 Abolire l’Iva sulle e-bike

Opportuna, poi, una tassazione che privilegi chi sceglie le bici e sfavorisca chi usa l’auto. Per Ecf serve l’abolizione dell’Iva sulle e-bike, da compensare con una tassa da applicare sia sulle auto elettriche che su quelle convenzionali.

Segnalata ancora la necessità di eliminare l’obbligo assicurativo per le e-bike, di aumentare il costo parcheggio auto e di varare governance locali con visioni di lungo periodo.

Se sindaci e amministratori locali vogliono creare un mondo a misura di ciclista dovrebbero prendere ad esempio la città di Parigi. Recentemente la sindaca Anne Hidalgo ha annunciato che, entro il 2020, la città avrà 1000 chilometri di ciclabili e17mila parcheggi per biciclette di superficie.