Partono i lavori per una nuova ciclabile. A Milano. Non è una ciclabile qualsiasi, ma è quella ciclabile della Ghisolfa da tempo attesa in città, e soprattutto un progetto nato dal basso, e con una lunga storia, che ha meritato anche una copertina, con l’immagine che vedete qui sopra, e un servizio su BC (qui il pdf da scaricare). Sono passati infatti otto anni da quel 2018 in cui il progetto di messa in sicurezza del ponte, parte di una auspicata circonvallazione ciclabile di Milano, vinse il bilancio partecipativo promosso dalla municipalità. Da lì al cantiere, che aprirà questo mese per concludersi nel febbraio 2027, è stato un susseguirsi di promesse e di false partenze.
False partenze che hanno portato nel 2021 i comitati di attivisti della zona, tra cui il combattivo Sai che puoi?, a un gesto clamoroso, quello di tracciare, in una notte di agosto, vernice e pennelli alla mano, una versione clandestina della ciclabile della Ghisolfa. Cancellata in breve tempo, è riapparsa l’anno dopo, con eguale, effimera sorte, ma con la promessa dell’assessore alla Mobilità milanese che i lavori sarebbero iniziati nel 2023. Di tempo ne è poi passato ancora, nell’attesa di una infrastruttura su una tratta utilizzata – secondo i comitati – da oltre 1500 ciclisti al giorno.
Ora il via: la nuova ciclabile sarà bidirezionale, sarà larga in media circa 1,5 metri per ciascun senso di marcia e sarà protetta da cordoli. Collegherà l’incrocio con via Mac Mahon a piazzale Lugano, integrandosi con gli attraversamenti e la viabilità esistente. Un intervento particolarmente complesso, a giustificare anche i lunghi tempi di posa, perchè comporta lo spostamento verso il centro della carreggiata della linea filoviaria 90-91, che oggi corre accanto al filo della trazione elettrica. Questo comporterà il rifacimento del sistema dei pali che sostengono l’alimentazione. Un tassello in più per quella ciclabilità milanese che in più occasioni è stata contestata dalle forze politiche di opposizione, che hanno promesso nuovi colpi di spugna sulle ciclabili in caso di vittoria alle prossime elezioni.




























