Mobilità ciclistica, c’è un Atlante degli incidenti in Italia negli ultimi dieci anni. Realizzato dal Competence Centre on Anti-Fragile Territories (Craft) del Politecnico di Milano, sulla base dei dati Istat dal 2014 al 2023, fornisce un quadro estremamente significativo e utile per elaborare delle politiche che rendano le strade sicure per chi si muove in bicicletta. Cinque schede interattive, consultabili on line gratuitamente, analizzano i dati relativi al dove, al quando, alla gravità. “Si tratta di un cambio di paradigma nello studio dell’incidentalità ciclistica – spiega Paolo Bozzuto coordinatore del lavoro – Non si tratta solo di contare gli eventi, ma di comprendere dove e perché accadono. Questo consente di progettare interventi mirati e di verificarne nel tempo l’efficacia”.
Venendo ai dati si nota subito che, anche se in diminuzione, il numero dei incidenti in cui vengono coinvolte, con esiti più o meno gravi, i ciclisti è spaventoso: si va dai 17.446 del 2014 ai 16.488 del 2023, con un più marcato calo temporaneo nel 2020 (13.478 incidenti) dovuto alla riduzione della mobilità durante la pandemia. Il tasso di incidentalità ciclistica resta stabile intorno al 10% del totale degli incidenti stradali, con un picco dell’11,4% nel 2020.
Milano guida questa poco onorevole classifica con 10.372 incidenti in dieci anni, seguita da Roma (3.457), Padova (3.132), Firenze (2.870) e Bologna (2.828).
Gran parte degli incidenti (73%) avviene nei centri urbani, ma una morte su due (48%) avviene fuori città, dove si corre di più e la separazione tra i veicoli è spesso inesistente.
L’Atlante evidenzia che nel 68,4% dei casi gli incidenti coinvolgono autovetture, mentre solo il 12,6% avviene tra biciclette o pedoni. I punti critici della rete urbana sono incroci e rotatorie, dove le manovre di sorpasso o precedenza errata sono più frequenti.
Poco importano le condizioni meteo: oltre 141.000 incidenti (86%) sono avvenuti con cielo sereno e fondo asciutto, 7.842 sotto la pioggia, 555 con nebbia e 177 con vento forte.
Gli episodi su strade bagnate o sdrucciolevoli ammontano a poco più di 13.700 casi, mentre le situazioni di ghiaccio o neve rappresentano meno dell’1%.

























