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Pavè – Pedalando a Venezia. Dall’8 al 10 maggio torna il festival della bicicletta

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Pavé - Pedalando a Venezia, un festival per tutti.

C’è a Venezia un evento dal profilo ormai consolidato, che ha scelto di raccontare la bicicletta non come prodotto, ma come linguaggio del presente. Questo festival di narrazione si chiama Pavè – Pedalando a Venezia, e invita dall’8 al 10 maggio alla sua quinta edizione. Nato nel 2022 negli spazi di M9 a Mestre, ideato e curato da Andrea Heinrich e organizzato da Aps La Velostazione Venezia, Pavè è cresciuto anno dopo anno fino a diventare un appuntamento atteso ben oltre i confini di una città che – come vi abbiamo raccontato qui – offre molto da scoprire a chi la percorre in bicicletta. Il suo tratto distintivo è chiaro: mettere al centro le storie. “Raccontiamo lo spirito del tempo – racconta Heinrich –  alla ricerca di risposte che presumiamo non facili. Lo facciamo insieme, nel grande abbraccio della bike-community, certi che non ci si salva da soli. Anche quest’anno daremo voce a vite che non sono la nostra: straordinarie, bizzarre, comunque capaci di lasciare il segno.”

Progetti e visioni del festival

Per il programma completo del festival vi rimandiamo al sito ufficiale dell’evento. In sintesi, ecco i punti chiave dell’offerta. Il primo asse narrativo di Pavese – Pedalando a Venezia, “Città e cambiamento”, affronta proprio questo snodo: come costruire contesti urbani amici della bicicletta? Come ripensare lo spazio pubblico, la sicurezza, la logistica, il commuting quotidiano? Urbanisti, amministratori, progettisti, attivisti e innovatori si alternano sul palco per condividere visioni ed esperienze. Dopo aver acceso i riflettori su Paesi Bassi e Germania, la quinta edizione guarda alla Slovenia, laboratorio dinamico di mobilità sostenibile. Novità 2026 è Pavè Accademia, realizzata con l’Ordine degli Architetti di Venezia: un confronto aperto tra progettisti e comunicatori sulle trasformazioni della città contemporanea. C’è poi l’altro grande filone, “Ciclovisioni”. Qui la bicicletta diventa esperienza esistenziale. I racconti di bikepacking, ultradistanza e viaggio restituiscono un’idea di tempo dilatato, di relazione profonda con il territorio, di attenzione ai dettagli che la velocità cancella. Non si parla di performance, ma di percezione. Non di record, ma di sguardo.

Pedalando a Venezia. Una domenica in sella

Domenica 10 maggio il festival esce dalle sale e si fa strada, e il Pavè Village si sposta a Porto Marghera, nel cuore del distretto industriale veneziano per accogliere i partecipanti alle tre pedalate in programma, unsupported ride senza classifiche né cronometri. Nessuna ossessione agonistica: solo il piacere di pedalare insieme. La Pavè Classic propone due percorsi da circa 90 e 140 chilometri tra Laguna Veneta, Sile e Piave, lungo strade bianche e argini sospesi tra acqua e terra. La Pavè Infinita, 330 chilometri e 1660 metri di dislivello tra Veneto e Friuli, parte il sabato pomeriggio e attraversa la notte primaverile, lasciando a ciascuno la libertà di viverla come sfida o come viaggio. Il rientro, collettivo e scenografico, è in ferry-boat. Cinquecento biciclette e cinquecento ciclisti che solcano insieme il Bacino San Marco. Una scena che sembra uscita da un film, e che invece è pura realtà condivisa.