Home mobilità Perché l’Italia deve puntare sul corporate bike leasing? L’esempio della Germania

Perché l’Italia deve puntare sul corporate bike leasing? L’esempio della Germania

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Foto di gruppo dalla conferenza stampa promossa da Roberto Pella (terzo da sinistra) a Montecitorio. A destra nella foto Susanna Maggioni di Fiab.

«L’obiettivo è portare anche in Italia uno strumento già sperimentato con successo in altri Paesi europei, capace di generare benefici per lavoratori, imprese, territori e sistema pubblico». Con l’auspicio di migliorare il dato attuale che vede solo il 2,9% degli italiani utilizzare regolarmente la bicicletta negli spostamenti casa-lavoro, ha proseguito Roberto Pella, il deputato Fi e vicepresidente Anci (l’associazione nazionale dei comuni italiani) che in settimana ha promosso a Montecitorio la conferenza stampa “Corporate Bike Leasing – Un’opportunità per generare valore economico, sociale e ambientale”. Era presente all’incontro anche la vicepresidente Fiab Susanna Maggioni.

Che cos’è il corporate bike leasing?

Si tratta di un noleggio a lungo termine di biciclette che un’azienda mette a disposizione dei dipendenti sotto forma di benefit. Esattamente come per le auto aziendali. L’azienda stipula un contratto con una società di leasing e il dipendente usa la bici (spesso si tratta di e-bike) sia per il tragitto casa-lavoro sia per il tempo libero.

Il costo può essere sostenuto interamente dall’azienda oppure trattenuto in parte dallo stipendio del dipendente, spesso con vantaggi fiscali per entrambi. È una formula diffusa in alcune parti d’Europa, soprattutto in Germania.

Come indicato in un white paper pubblicato nel 2025 dall’European Cyclists’ Federation, in Germania la flotta del corporate bike leasing è infatti salita del 30% tra 2019 e 2024, arrivando a 2,1 milioni di mezzi a disposizione dei dipendenti. Per quanto riguarda le imprese tedesche la maggior parte delle bici in leasing (78%) è a pedalata assistita. Le organizzazioni che hanno adottato questa misura sono quasi 270mila in Germania.

La posizione FIAB sul corporate bike leasing

«La presenza di Fiab alla conferenza stampa della Camera dei Deputati –  ha spiegato a BC Susanna Maggioni – nasce dal lavoro portato avanti a livello europeo da Ecf ed Eci e dalla collaborazione con partner come Decathlon e Ancma per accelerare la diffusione della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano. Abbiamo evidenziato come il bike leasing possa contribuire concretamente a ridurre congestione, inquinamento e costi sanitari, con un ritorno stimato di 5 euro per ogni euro investito».

A pochi giorni da Velo-city 2026 a Rimini (16-19 giugno), la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta è impegnata ad alimentare il dibattito pubblico sulle tante tematiche che riguardano la mobilità ciclistica, tra cui anche il bike to work. «È particolarmente incoraggiante – ha aggiunto Maggioni – che questa proposta abbia raccolto interesse trasversale da parte delle istituzioni e delle forze politiche. La bicicletta non ha colore politico: è una soluzione pragmatica a problemi reali. Naturalmente servono anche infrastrutture sicure, intermodalità e politiche coerenti, ma rendere più accessibile l’utilizzo della bicicletta, soprattutto delle e-bike, è un tassello fondamentale per raggiungere quella massa critica di persone che può trasformare la mobilità urbana, aumentare la sicurezza stradale e contribuire a un cambiamento culturale ormai non più rinviabile».