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Rabadan Tour 2016: London Calling

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Adoro Londra, odio Londra. Non posso farci nulla. Da sempre.

Per carattere ed esperienze, sono molto più legato al fascino retrò di Parigi ma trovo che Londra sia una sorta di affascinante città-stato, causa di continui contrasti e mal di pancia intensi.

E’ grigia, fredda, frenetica, carissima, competitiva, ma incredibilmente culturale, scenografica, modernissima eppure insulsamente anacronistica.
Implacabile coi “perdenti”, concede una chance a tutti, indistintamente (nuovo sindaco pachistano: a Salvì, ‘ndo c***o vivi? …)

Per i ragazzi è, da sempre, l’occasione per compiere il grande salto: migliorarel’inglese, crescere, maturare, recidere il consunto cordone ombelicale che li lega alla famiglia.
Non viverla per almeno una stagione a vent’anni, è criminale: ci DEVI andare, trovarti un lavoro per sopravvivere, immergerti in quel meraviglioso cosmopolitismo, respirare il melting pot che non esiste in nessun’altra città, neanche a New York.

Io l’ho fatto: un po’ tardi, dopo una falsa partenza e solo per pocho mesi, ma fortunatamente l’ho fatto. E ne serbo un magnifico ricordo, il primo traguardo di un percorso di iniziazione alla vita che una madre illuminata mi ha facilitato (e spronato) a fare.
Non averlo fatto, è uno dei pochissimi rimpianti di mia moglie.

E tralascio l’aspetto culturale per evidente incapacità analitica, ma basti il fatto che i musei più importanti sono gratuiti (e che musei: British Museum, National Gallery, Tate, Victoria and Albert Museum, Museo della Scienza…).

Ancora a febbraio quest’anno, in una toccata&fuga per assistere all’amato 6 nazioni rugbistico, sono rimasto affascinato dalla Tate Modern, pur essendo alla mia terza visita… sarà che sono un po’ “lento”?

‘stavolta niente Ryan Air per raggiungerla, ma dodici giorni di gambe & polmoni: dal Col del Moncenisio a Macon, passando per il lago di Annecy e Bourg-en-Bresse.
Poi la lunga ciclabile della Loira, Orleans, Chartres con la sua cattedrale e arrivo sulle spiagge normanne del miracoloso sbarco nel D-Day.
Infine ferry da Dieppe ed ultima tappa da Brighton, con arrivo trionfante sotto le maestose arcate del Tower Bridge, accolto dal bacio dell’arcigna Miss Elizabeth the Queen.

London calling: forget it brother, you can go it alone…