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Rabadan Tour 2016: manco Stevie Wonder

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RT2016 - parcheggio selvaggio fronte lago (di Annecy)

Gli dei sono stati clementi, oggi splende un bel sole anche se le temperature sono sempre montagnine.

Faccio giusto un km e poi imbocco la bella ciclabile che da Albertville mi porta fino ad Annecy: è suggestiva, scenografica, ma la parte che porta fino ad Ugine ha un tasso d’umidità così elevato che mi crea condensa sugli specchietti e fa crescere il muschio sui copertoni…

La leggera pendenza negativa comunque fa si che si spinga non poco sui pedali, e quando si arriva sul lungolago è uno spettacolo appagante.

Ma essendo domenica ed in più il weekend di Pentecoste (domani non si lavora) tutti sembrano essersi dati appuntamento sulla veloroute, quindi fatico non poco a farmi largo col mio catafalco.

Sorpresa: incontro due fulminati come me, una coppia del luogo che ha deciso di fare una gita fino a Grenoble; lui addirittura cavalca il mio stesso destriero céco: impossibile evitare la foto ricordo.

Uscire da Annecy non è un’impresa semplice, anche perché la vieille ville ed il porticciolo meriterebbero una sosta più lunga della pausa-stretching di venti minuti, ma questa tappa è una delle più impegnative e se voglio arrivare fino a Nantua devo ancora affrontare le salite dello Jura.

Che sono impegnative: il pesante trike mi fa sputare l’anima ed il ginocchio sinistro comincia a protestare.

Aumento le soste ma è un palliativo; inoltre la statale diventa una sorta di superstrada con la doppia corsia alternata per ogni senso di marcia.

Sono un pesce fuor d’acqua perchè anche se con bandierina, catarifrangenti e luci posteriori sono ben visibile, la mia altezza massima equivale al paraurti delle macchine e qualche automobilista strombazza per l’incredulità di trovarsi tale incosciente sulla propria strada.

Ho percorso 110 km, ne mancano una quindicina all’arrivo e le salite mi stanno compromettendo la rotula sinistra: quindi decido che ne ho abbastanza e così, alle porte di Saint Germain de Joux faccio il camion-stop.

Devo avere un’aria proprio disperata, perchè il secondo furgone che passa si ferma immediatamente.

Amizzi (lo sapete che non si chiama così, vero? Se non me li segno subito l’Alzheimer galoppante mi fa scordare immediatemente i nomi. Ma era simile, giuro…) è nato ad Istanbul e fa i mercati ortofrutticoli e mi cazzia subito: ” Ma tì t’ses fol!!”

Meno male che conosco il turco…

Quindi primi due giorni un po’ sfigati: oggi ho spaccato gli occhiali, strappato e buttato via uno dei due kway feticcio.

Dovete sapere che in questi viaggi il mio limitato bagaglio é gioco forza ottimizzato: l’aspetto sportivo/diurno è privilegiato, mentre quello ‘civile’ per la sera è molto minimalista e risponde esclusivamente ad esigenze di peso.

Quindi capi e colori lasciano un po’ a desiderare, ma stavolta credo di aver esagerato: manco Stevie Wonder saprebbe abbinare cosí!

Meno male che ho portato il baschetto fransé, così mi mimetizzo….

Km odierni totali: 129
Partenza ore 8,35
Arrivo ore 17
Colonna sonora: podcast Radio 2 (popcorner e musical box).