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Due secoli di bici in mostra fino al 30 agosto a Villa Manin, in Friuli Venezia Giulia

2014
In visita alla mostra a Villa Manin

“Ruota libera. La bici nell’evoluzione sociale dell’Italia” è il tema di una mostra che racconta come un oggetto apparentemente semplice abbia saputo influenzare la società, la cultura e la tecnologia degli ultimi due secoli. Promossa dall’Ente regionale per il patrimonio culturale della Regione Friuli Venezia Giulia (Erpac Fvg) e aperta fino al 30 agosto a villa Manin di Passariano di Codroipo (Ud), e curata dal collezionista Mario Cionfoli di Vicenza l’esposizione propone un percorso narrativo che attraverso le bici in mostra spazia tra epoche e contesti diversi e racconta come la bicicletta abbia ampliato le possibilità di movimento, lavoro e scoperta per milioni di persone.

Ruota libera da Bartali a Pogačar

Sessantadue le biciclette esposte, tra storiche e contemporanee provenienti dal museo Bicicleria di Vicenza, dal Museo della Bicicletta di Salcedo (VI), dalla Collezione Renato Bulfon di Mortegliano (UD) e dalla collezione privata di Alessandro Gallici. In mostra alcune rarità che hanno segnato la storia del ciclismo come la Legnano di Gino Bartali del 1946, da confrontare con un gioiello ad altissima tecnologia come la Colnago di Tadej Pogačar il dominatore incontrastato delle corse degli ultimi anni. L’allestimento di Ruota libera, organizzato in sezioni tematiche, è accompagnato da fotografie d’epoca, documenti originali e materiali d’archivio che illustrano l’evoluzione tecnica della bicicletta: dai telai in ferro e acciaio, all’alluminio e alla fibra di carbonio, dai primi sistemi meccanici fino alle innovazioni più recenti come il cambio elettronico e i freni a disco.

Bici in mostra tra storia e tecnologia

Ampio spazio è riservato anche al trasferimento tecnologico, per mostrare come molte innovazioni nate nel campo della bicicletta abbiano contribuito allo sviluppo di altri settori, dall’industria motociclistica e automobilistica fino all’aeronautica. In chiusura, uno sguardo al presente e al rinnovato interesse verso forme di mobilità più sostenibili. La mostra mette in luce anche il ruolo della bicicletta nel processo di emancipazione femminile: la possibilità per le donne di salire in sella, inizialmente ostacolata da diffidenze e discriminazioni, rappresentò un passaggio importante verso nuove forme di autonomia. Figura simbolo di questo percorso è Alfonsina Strada, unica donna a partecipare al Giro d’Italia maschile nel 1924.