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Scoperte in bici intorno a Pordenone, prossima Capitale italiana della cultura

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La loggia duecentesca del municipio di Pordenone - foto © Fabrice Gallina

Pordenone si prepara a vivere un 2027 da Capitale Italiana della Cultura. Un ottimo motivo per organizzare sin d’ora un breve viaggio in bicicletta alla scoperta sia della città e dei suoi tesori, sia del territorio che la circonda. Una rete ben strutturata di percorsi ad anello – li trovate tutti, con ampie descrizioni e con tracce gpx scaricabili, in una sezione dedicata nel portale turistico del Friuli Venezia Giulia – consente di far base nel capoluogo e di scoprire in bici intorno a Pordenone natura, arte e tradizioni della porzione occidentale della regione, spaziando – come abbiamo fatto noi – dai luoghi di Pasolini alla tradizione locale del mosaico, dai borghi gioiello della pedemontana alle singolari terre asciutte dei Magredi.

A Pordenone, tra storia e cultura

Affreschi sui palazzi di Pordenone – foto © Elisa Gallo

Prima di tutto, eccoci a Pordenone, dove le tracce della storia sono a portata di sguardo, sulle facciate dei palazzi storici e nelle chiese affrescate. Corso Vittorio Emanuele II, la via porticata del centro, è un museo a cielo aperto. Gli affreschi sugli edifici raffigurano motivi floreali, figure sacre, stemmi, forme geometriche dai colori accesi, scene mitologiche, ma anche lo stile veneziano e i tipici leoni risalenti al periodo della Repubblica Serenissima. Lo stesso Palazzo Comunale, con la sua struttura medievale, la balconata in stile veneziano e l’orologio astronomico, racconta le diverse epoche e influenze. Ma il passato  si intreccia un presente fatto di eventi culturali e festival che spaziano dal mosaico alla poesia, dal teatro al cinema, dal fumetto alla fotografia, con eventi internazionali come Pordenonelegge, le Giornate del cinema muto, il Festival del blues. Un insieme che ha dato autorevolezza al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2027.

Intorno a Pordenone: il paese dei mosaici

Alla Scuola mosaicisti – foto © Fabrice Gallina

Da Pordenone rotta a nord-est, circa 30 km sui pedali fino a Spilimbergo, il paese dei mosaici, dove è nata nel 1922 la Scuola mosaicisti del Friuli, e dove quest’arte ha una storia secolare che si intreccia con quella dei torrenti e del mondo veneziano. «La risorsa dei principali fiumi del territorio erano i sassi, che sminuzzati venivano utilizzati dalle maestranze locali a Venezia, dove si trovano mosaici friulani» ci racconta Gian Piero Brovedani, il direttore della Scuola. La frequentano studenti da tutto il mondo, è visitabile e si può passeggiare tra le opere appese nei corridoi, nelle aule dove le tessere iniziano a prendere forma e colore.

Il percorso verso Spilimbergo è pianeggiante, su strade bianche o a basso traffico. Si esce dalla città nel verde del Parco del Seminario, che costeggia il fiume Noncello; a Torre una deviazione porta tra murales raffiguranti animali giganti, Cordenons si raggiunge passando tra campi, vigneti e distese di barbatelle. La pianura che si attraversa è quella dei Magredi, termine friulano che indica una terra magra e sassosa. Qui i grandi depositi ghiaiosi lasciati dai torrenti Cellina e Meduna rendono il terreno arido e permeabile: l’acqua tende a infiltrarsi nel sottosuolo, lasciando il letto del fiume asciutto per lunghi periodi, tanto da permetterne l’attraversamento, come il guado del fiume Meduna che si percorre per raggiungere Spilimbergo. La Ciclovia del Tagliamento (FVG6) passa anche di qui: seguendo verso sud il re dei fiumi si arriva fino a Casarsa della Delizia e San Vito al Tagliamento, passando da Valvasone Arzene, uno dei borghi più belli dell’Italia, pedalando tra dimore storiche, canali e vicoli.

In bici sul greto in secca del Meduna – foto © Elisa Gallo

Intorno a Pordenone: i luoghi di Pasolini

Al Centro Studi Pasolini – foto © Elisa Gallo

Ci spostiamo invece una ventina di chilometri a est di Pordenone per scoprire Casarsa della Delizia, comunemente descritto come il paese di Pier Paolo Pasolini, quello dove l’intellettuale trascorse gli anni della giovinezza e scrisse le sue prime poesie in friulano. Nella casa materna, Casa Colussi, scopriamo il Centro studi a lui dedicato, che contiene un ricco patrimonio documentario e tre piani di sale espositive da visitare. Il paese conserva altre tracce, dal cimitero in cui Pasolini è sepolto accanto a sua madre, alla loggia comunale a San Giovanni, sotto la quale affiggeva i manifesti politici, fino alla località Versuta dove madre e figlio si rifugiarono durante l’occupazione tedesca e aprirono una scuola nelle loro stanze. Da Casarsa della Delizia si può rientrare a Pordenone anche con il treno.

Verso la Pedemontana, borghi sull’acqua

Due borghi che meritano di essere inseriti in ogni viaggio nel Pordenonese sono Polcenigo e Sacile. Polcenigo si raggiunge in circa 15 chilometri da Pordenone pedalando, con lo sguardo alle montagne, lungo tranquille strade sterrate che attraversano campagne e prati della pedemontana. È un placido borgo, inserito tra i più belli d’Italia grazie ai resti del castello medievale e al suo patrimonio di chiese e di dimore signorili del ‘500 e del ‘600. L’acqua è un elemento ricorrente del paesaggio, con il fiume Livenza e le vicine sorgenti del Gorgazzo, che nasce da una cavità carsica ed è di un colore azzurro intenso. Seguendo il fiume Livenza verso sud raggiungo il grazioso borgo di Sacile, spesso citato come il giardino della Serenissima per la sua atmosfera veneziana e i palazzi affacciati sul fiume. Sacile è anche un interessante snodo cicloturistico: oltre a percorsi tematici e di collegamento con Pordenone, qui inizia la Ciclovia Pedemontana (FVG3) che per 180 chilometri attraversa la regione seguendo una linea immaginaria lungo l’arco alpino fino ad arrivare a Gorizia-Nova Gorica, Capitale europea della cultura 2025. Una meta che vi avevamo raccontato in questo articolo, quasi un ideale passaggio di testimone a Pordenone.

L’arrivo a Polcenigo – foto © Devis Solerti