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Sicurezza in bici: Londra si difende così dai mezzi pesanti

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A Londra i mezzi pesanti sono coinvolti in più della metà degli incidenti mortali per i ciclisti.

Come una staffetta, il problema della sicurezza per gli utenti deboli della strada a Londra è passato di mano in mano, da quella dell’ex sindaco – e attuale Ministro degli Esteri – Boris Johnson a quella dell’attuale primo cittadino Sadiq Kahn. Il primo passerà alla storia (di Londra, almeno) per le strade più ricche di biciclette. L’altro, entro la fine del mandato, vorrebbe chiudere il cerchio liberandole dai camion e dai mezzi pesanti più pericolosi per ciclisti e pedoni.

Il progetto londinese di Sadiq Kahn punta, entro gennaio 2020, al divieto di circolazione dei camion che non rispettano determinati standard di sicurezza. Strada sbarrata dunque, secondo quanto riportato dal Guardian, a quei mezzi pesanti con largo spazio fra le ruote e cabine di guida troppo alte per una sufficiente visuale su chi pedala o cammina. Servirà invece più tempo per la seconda fase: in base a una scala di sicurezza da 0 a 5, che terrà conto soprattutto della copertura visiva sul traffico dalla cabina di guida, l’ingresso nel traffico londinese sarà concesso entro il 2024 soltanto ai camion che ottengono almeno 3 punti su cinque. Oggi intanto sono 35mila i mezzi pesanti che si aggiudicherebbero uno zero in sicurezza.

Per una maggiore sicurezza di ciclisti e pedoni, le misure che restringeranno l’ingresso dei camion a Londra guardano alla radice del problema: tra il 2014 e il 2015 il coinvolgimento di un mezzo pesante in un incidente mortale per un ciclista o un pedone era attestato rispettivamente al 58 e al 22,5% dei casi. Si parla di decine di migliaia di veicoli che valgono soltanto il 4% del traffico motorizzato londinese. Ma che, a quanto pare, non garantiscono standard di sicurezza adeguati per via dei punti ciechi durante le manovre. A questo guardano anche le recenti misure per una maggiore visibilità delle due ruote del bike sharing.